Cento anni di Alberto Burri, l’artista della materia

12 marzo 2015

Alberto Burri, Cretto

Cento anni fa nasceva Alberto Burri, icona dell’arte italiana a partire dalla metà del secolo scorso. Famoso in tutto il mondo per i suoi lavori materici. Opere in cui sacchi, plastica e cemento vengono sottoposti a processi altrettanto fisici, come la combustione o il taglio, e diventano creazioni di straordinaria potenza espressiva. In questa giornata commemorativa, in molti ricordano il fondamentale apporto di Burri alla storia dell’arte internazionale.

La Fondazione Palazzo Albizzini-Collezione Burri, costituita per volere dello stesso artista a Città di Castello nel 1978 per ospitare quella che attualmente è la raccolta più esaustiva sulla sua produzione, ha inaugurato le celebrazioni con una grande festa cittadina e un concerto di musiche dedicate ai suoi lavori più importanti.
Fra soli tre mesi anche Milano, protagonista con Expo 2015, parteciperà all’“anno di Burri” grazie alla riapertura del Teatro Continuo nel Parco Sempione: realizzato da Burri nel 1973 e demolito nel 1989, sarà ricostruito sulla base dei suoi progetti originali.

Sul piano internazionale, nella Sessione del 28 gennaio scorso il Parlamento Europeo di Bruxelles ha inaugurato i festeggiamenti internazionali per questo centenario, oltre a un’esposizione monografica del ciclo di dieci opere Oro e Nero. Anche il Guggenheim di New York si appresta a rendere omaggio a Burri. Il 9 ottobre 2015 aprirà infatti una grande retrospettiva dedicata all’artista, con una selezione di oltre cento opere.

Si è invece conclusa proprio oggi la mostra Rivisitazioni. Burri incontra Piero della Francesca alla Pinacoteca di Sansepolcro, incentrata sul dialogo tra due figure apparentemente distanti eppure radicate nella stessa terra d’origine. Stasera, Sky Arte HD ha presentato l’intenso documentario del regista Luca Severi, Alberto Burri e Piero della Francesca. Le due rivoluzioni, prodotto dal canale tematico Sky con Zen Europe per sottolineare il profondo legame che unisce i due artisti, accomunati da una rivoluzionaria vena creativa a distanza di cinque secoli.