L’immortale bellezza ritratta da Palma il Vecchio

18 marzo 2015

Palma il Vecchio, Ritratto di donna, detta La Bella, 1518 ca. Olio su tela. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza ©Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

Bergamo si prepara all’avvio di Expo 2015 nella vicina Milano con un evento straordinario, ospitato fino al prossimo 21 giugno dalla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea cittadina. Jacopo Negretti, detto Palma il Vecchio, fa ritorno al suo luogo natale grazie a una mostra unica al mondo, che testimonia la portata innovativa di un artista in anticipo sulla sua epoca.

Palma il Vecchio – lo sguardo della bellezza, a cura di Giovanni C. F. Villa, riporta l’attenzione su una delle massime celebrità artistiche del Cinquecento, poi inspiegabilmente finita nell’oblio della critica. Nato a Serina – tra le valli bergamasche – attorno al 1480, Palma il Vecchio approda giovanissimo in una Venezia all’apice della supremazia culturale ed economica. Entrato in contatto con modelli illustri, da Cima di Conegliano a Carpaccio fino a Giorgione, l’artista sa emanciparsi in fretta dai modelli, divenendo uno dei pittori ufficiali della Serenissima.

Con una selezione di oltre trenta opere prestate dalle maggiori istituzioni museali ed ecclesiastiche del mondo, l’esposizione bergamasca ripercorre la crescita stilistica di Palma il Vecchio, stabilendo un confronto a distanza con i suoi contemporanei e svelando la portata rivoluzionaria della sua tecnica. La luminosità dei colori, gli originali tagli compositivi e l’inedito approccio alla ritrattistica faranno scuola per tutto il Cinquecento.

Oltre ai capolavori più noti, come Giuditta con la testa di Oloferne, la Bella di Madrid e il Polittico di Serina, la mostra propone un intelligente riallestimento del Polittico di Santa Barbara, ospitato dalla Chiesa di Santa Maria Formosa a Venezia e prestato eccezionalmente a Bergamo dal Patriarcato lagunare, con un video che ne descrive la provenienza e introduce all’immediata fruizione dell’opera.