Bail Bond, la mostra fotografica in carcere

21 marzo 2015


Dimenticatevi la New York scintillante e glamour dei film hollywoodiani. La mostra fotografica Bail Bond di Clara Vannucci è un viaggio nel lato oscuro della metropoli americana, tra sobborghi pericolosi, appostamenti notturni in auto e caotiche centrali di polizia.

Attualmente allestita nella Casa di Reclusione Opera di Milano, Bail Bond è un reportage ravvicinato sulla dura vita dei bondsmen: gli uomini della cauzione, come sono conosciuti dal sistema giuridico americano; coloro che si fanno garanti della libertà di imputati poco abbienti, sino alla sentenza della corte.

Particolarità della mostra, il fatto che – a esclusione della serata inaugurale – non risulta aperta al pubblico. L’esposizione rientra infatti nel programma di Opera per la riduzione del gap tra carcere e società, per cui l’accesso all’iniziativa è riservato innanzitutto ai detenuti e ai familiari in visita.

L’organizzazione ha previsto inoltre la visita organizzata da parte di scolaresche. A dimostrare la generale intenzione di creare un percorso di conoscenza e apertura reciproca, basti pensare che alla mostra hanno collaborato Fabrica, il famoso centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group, e INSIDE*comm: il Corso di Giornalismo dei detenuti di Milano-Opera, Sezione Comunicazione.

Oltre che una mostra, Bail Bond è anche un libro fotografico di Clara Vannucci, edito proprio da Fabrica. Non è la prima volta che l’autrice lavora a stretto contatto con la realtà delle carceri. Anni fa, realizzò infatti un progetto fotografico sul teatro come mezzo per la riabilitazione e la redenzione dei detenuti di Volterra.