Una mostra a porte chiuse. Alla Fondazione Prada

28 agosto 2015

fondazione-prada-Serial-Classic-Foto-Attilio-Maranzano

Quando una mostra chiude i battenti, di norma si tirano le somme di com’è andata, si contano gli accessi e si disallestisce, generalmente a porte chiuse. Non è il caso di Serial Classic, l’esposizione curata da Salvatore Settis e Anna Anguissola che, lo scorso 9 maggio, ha battezzato la nuova sede milanese della Fondazione Prada nella vecchia distilleria riqualificata da Rem Koolhaas.

La mostra dedicata alla serialità nell’arte classica e al rapporto tra originale greco e copia romana si è conclusa il 24 agosto, ma il pubblico ha ancora un’occasione per vedere le oltre 60 opere esposte prima che facciano ritorno al Louvre, al British Museum, al Museo nazionale di Tehran e alle altre prestigiose istituzioni internazionali, che si sono rese disponibili al prestito.

Per circa due settimane, sarà possibile assistere al disallestimento della mostra, dalle due passerelle che corrono lungo il perimetro vetrato dello spazio espositivo centrale. In questo modo, i visitatori potranno scoprire il dietro le quinte della mostra e osservare come avvengono le delicate operazioni di smontaggio, imballaggio e trasporto di opere archeologiche. Inoltre, gruppi di studenti universitari potranno assistere da vicino ai lavori, in compagnia di esperti, tecnici, conservatori e altri addetti, che saranno a disposizione per rispondere alle loro domande.