Dalla natura morta alla fotografia astratta

20 settembre 2015


La serie di nature morte in mostra alla Gagosian Gallery di Londra, fino al prossimo 26 settembre, sono in fondo un omaggio dell’artista tedesco Thomas Ruff a un elemento spesso poco considerato della fotografia, che invece ne è stato un elemento implicito per quasi tutta la storia del mezzo: il negativo.
Dopo averlo utilizzato per oltre 25 anni di onorata carriera, Ruff si è reso conto che al giorno d’oggi è stato letteralmente cancellato dalla produzione fotografica, con l’avvento dei processi digitali: “Se chiedo alle mie figlie cosa sia un negativo mi guardano a occhi sbarrati, perché non ne hanno mai visto o utilizzato uno”, ha dichiarato l’artista.

Fino a oggi non era altro che un mezzo per raggiungere il risultato, ma ora che il negativo si ritrova “libero” dal suo ruolo pratico Ruff l’ha riscoperto come mezzo artistico, elemento creativo autonomo.
L’autore non è nuovo all’esplorazione della fotografia a livello tecnico e tecnologico, anzi sono ormai celebri le serie dei suoi lavori in cui ha sperimentato le potenzialità espressive della visione notturna o, ancora, l’effetto straniante della pittura applicata alla pellicola fotografica.

Con le sue nature morte, Ruff sgancia ancora una volta l’immagine dal concetto comune che costituisca una rappresentazione “fedele” della realtà; intendendo invece la fotografia come tecnica artistica al pari di qualsiasi altra.
Fiori, rami e racemi – una volta privati di colori e texture naturali – diventano così tracce e segni astratti, in cui il contrasto esasperato tra sfondo e soggetto esalta forme e geometrie pure, il generale della specie sul particolare del singolo individuo.

[Immagine in apertura: Thomas Ruff, neg◊stil_04, dettaglio, 2015. C-Print, 28.4 × 22.4
© Thomas Ruff. Courtesy of the artist and Gagosian Gallery]