Il Barocco, secondo Olafur Eliasson

22 novembre 2015

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Pochi artisti contemporanei sanno indagare le dinamiche percettive come Olafur Eliasson. Noto a livello internazionale per le sue installazioni mozzafiato, Eliasson stupisce ancora una volta il pubblico con un straordinario evento espositivo al Belvedere di Vienna, frutto di un riuscitissimo dialogo fra creatività e tradizione.

Fino al 6 marzo 2016, il Palazzo d’Inverno del Principe Eugenio di Savoia – nello storico complesso architettonico e museale viennese – fa da cornice a Baroque Baroque, la mostra che raccoglie nell’istituzione austriaca una serie di opere dell’artista danese provenienti dal Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna e dalle collezioni private Juan & Patricia Vergez di Buenos Aires.

Olafur Eliasson, Installation view presso il Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, Graz, 1996. Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Courtesy of the artist-Studio Olafur Eliasson

Giocando sull’affascinante legame tra installazione e contesto ospite, Eliasson esalta l’incredibile spirito barocco che anima le sale e la struttura del Belvedere grazie all’ausilio dell’arte contemporanea. I suoi interventi, infatti, attualizzano le dinamiche percettive tra individuo e ambiente, suggerendo l’idea di una realtà fluida e in costante trasformazione, proprio come quella ritratta dal Barocco.

Proiezioni, ombre e riflessi – dosati sapientemente da Eliasson – semplificano il passaggio dall’opera allo spazio, regalando nuova vita alle architetture della tradizione barocca, integrate nel presente dello spettatore. Pareti, pavimenti e soffitti, “vestiti” dagli interventi luminosi di Eliasson – come Yellow corridor del 1997 o Kaleidoscope del 2001 – partecipano attivamente a un’esperienza percettiva che supera i confini del tempo.