Un’antica storia di volontariato: il Museo della Misericordia di Firenze

1 febbraio 2016


L’avvio del nuovo anno è all’insegna della novità nel capoluogo toscano. A tre mesi dall’inaugurazione del Museo dell’Opera del Duomo, un’altra istituzione museale ha aperto i battenti nel centro storico fiorentino, secondo una logica di salvaguardia della memoria collettiva e della storia cittadina.

Risale a poche settimane fa l’apertura al pubblico – in maniera gratuita – del Museo della Misericordia, nell’antica sede dell’Arciconfraternita in Piazza Duomo. 14 sale e 600 metri quadrati fanno da contenitore a un dettagliato percorso espositivo che offre al pubblico una ricca collezione di manoscritti, arredi, oggetti d’uso e opere d’arte, per lo più frutto di lasciti e donazioni.

Organizzata secondo precisi criteri cronologici, l’esposizione regala una panoramica su alcuni preziosi capolavori della storia artistica, come il San Giovanni Battista dipinto da Carlo Dolci, il Cristo fra i Dottori di Dirck van Baburen e una serie di terrecotte realizzate dalla dinastia dei Della Robbia.

Grazie al fondamentale apporto dei volontari, la nuova sede museale farà vivere agli spettatori una vera e propria immersione nella storia fiorentina e della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia, fondata nel 1244 a scopo assistenzialistico, tutt’ora in essere sul fronte medico e del volontariato. All’apertura del museo, frutto di circa due anni di lavoro, ha contribuito lo studio di architettura Noferi-Locorotondo, concependo un efficace display che ribadisce il dialogo tra l’istituzione e la città.