L’arte è partecipazione, con Olafur Eliasson

11 marzo 2016


È un gradito ritorno, quello di Olafur Eliasson nella città viennese. A pochi giorni dalla chiusura di Baroque Baroque – l’acclamata esposizione allestita, fino al 6 marzo scorso, tra le sale del Palazzo d’Inverno del Principe Eugenio di Savoia – l’artista originario di Copenaghen fa di nuovo tappa nella capitale austriaca con un progetto che si preannuncia di grande impatto.

Dal 12 marzo al 5 giugno, TBA21 – Augarten farà da cornice a Green light, un workshop artistico e una piattaforma di apprendimento, Green light – Shared learning, che coinvolgerà non solo l’abituale pubblico dell’istituzione austriaca, ma anche giovani rifugiati, migranti e studenti, cui è rivolto l’invito a prendere parte alla realizzazione di un’opera pensata da Eliasson in risposta al clima di incertezza sociale e politica attuale.

Immaginata come una metaforica luce verde per gli immigrati e i rifugiati in Austria e altrove, la lampada verde progettata da Eliasson chiama in causa l’incredibile potenziale dell’arte come motore di una trasformazione civile. Invitando il pubblico ad assemblare le varie parti delle lampade, fatte di materiali di recupero ed ecologicamente sostenibili, l’artista punta a coinvolgere individui di varie provenienze in una grande attività creativa, all’insegna del dialogo e della collaborazione.

Superando le distinzioni tra produzione e fruizione, tra performer e spettatore, Eliasson riunisce le storie, le esperienze e il vissuto di una variegata collettività, trasformando uno spazio normalmente deputato all’arte in un luogo accogliente, aperto anche a quanti si lasciano alle spalle un difficile contesto politico e sociale.

[Immagine in apertura: Olafur Eliasson, Green light, 2016, photo: María del Pilar García Ayensa / Studio Olafur Eliasson]