Brasilia: storia di un’utopia architettonica

14 aprile 2016

vincent fournier brasilia fotografia architettura

Votata all’indagine della fotografia contemporanea, la Ravestijn Gallery di Amsterdam dal 16 aprile al 28 maggio 2016 ospita Brasilia, una mostra con lavori di Vincent Fourner interamente focalizzati sulla capitale del Brasile.
Comprese nella collezione permanente del Metropolitan Museum of Art di New York e della LVMH Contemporary Art Foundation di Paris, le immagini di Fourner su Brasilia rivelano peculiarità architettoniche e territoriali capaci di prevalere sugli aspetti umani e sociali.

Costruita ex novo nel secondo dopoguerra e dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987, la città innesta su un impianto urbanistico – sviluppato a partire dai principi teorici di Le Corbusier – una serie di edifici-icona progettati o supervisionati da Oscar Niemeyer, l’architetto brasiliano, scomparso nel 2012, Premio Pritzker 1988, responsabile delle nuove edificazioni.
Proprio le sue architetture, sotto la lente di Fournier, sembrano evocare set cinematografici capaci di portare alla memoria una dimensione temporale inedita, una sorta di “futuro perduto”.

La città progettata da Lucio Costa, Roberto Burle Marx e Oscar Niemeyer, che oggi vive contraddizioni e contrasti di varia natura, viene proposta dal fotografo francese attraverso l’impiego misurato degli individui, una presenza quasi residuale rispetto all’austerità dell’architettura modernista.