I gioielli di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo in mostra

13 aprile 2016

Collana, Miriam Haskell, 1950, courtesy Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Oltre 500 esemplari – collane, spille, orecchini e bracciali – appartenenti al filone della Costume Jewelry sono stati selezionati per la mostra Gioielli Fantasia. Sogni americani, in programma dal 16 aprile al 2 ottobre nell’elegante cornice di Palazzo Mazzetti, ad Asti.

Provenienti dalla collezione personale di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, conosciuta collezionista di arte contemporanea e figura di primo piano della cultura in Italia, i gioielli esposti testimoniano uno specifico percorso intrapreso, negli Stati Uniti, in seguito alla grande crisi economica del 1929-1939. Infatti, nell’impossibilità di continuare a misurarsi con il mercato del lusso per effetto della contrazione del mercato, i gioiellieri iniziarono ad orientarsi verso materiali non preziosi, mettendo a punto nuove tecniche e soluzioni.

Il successo di queste creazioni fu notevolmente alimentato dall’interesse manifestato nei loro confronti dal mondo di Hollywood. Vistosi, grandi, competitivi a livello economico e ben visibili durante le riprese, gli esemplari della Costume Jewelrye finirono così per impreziosire gli outfit di attrici iconiche del Novecento tra cui Greta Garbo, Marlene Dietrich, Bette Davis e Vivien Leigh, senza lasciare indifferenti le first ladies Mamie Eisenhower e Jacqueline Kennedy Onassis.

Progettati da importanti designer – come Trifari, Marcel Boucher, Coro, De Rosa, Eisenberg, Miriam Haskell, Eugène Joseff, Kenneth J. Lane, Pennino, Wendy Gell e Iradj Moini – i gioielli fantasia “rappresentano un patrimonio culturale che ci riporta a tempi difficili e a grandi cambiamenti sociali – ha dichiarato Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. – È importante il significato e il contenuto che essi trasmettono, la loro aderenza e precisione col momento storico in cui sono stati realizzati. Nella Costume Jewelry ricerco la creatività, la fantasia e apprezzo l’uso di materiali innovativi, come la gomma vulcanizzata, gli strass, la celluloide, la bachelite, il plexiglas e l’acrilico, capaci di anticipare tante tendenze future. Sono gioielli “poveri ma belli”, accessibili e alla portata di tutti.

[Immagine in apertura: Collana, Miriam Haskell, 1950, courtesy Patrizia Sandretto Re Rebaudengo]