L’Italia, l’arte e gli anni Sessanta. In mostra a Venezia

24 aprile 2016


È una mostra che lascia il segno, quella allestita tra le sale della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia fino al 19 settembre. A cura di Luca Massimo Barbero, IMAGINE. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969 offre un percorso inedito attraverso un decennio complesso nella storia della creatività nostrana, suggerendo affascinanti chiavi interpretative.

A partire dal concetto di “immagine”, l’esposizione raccoglie alcuni grandi maestri dell’arte italiana, i cui esordi affondano le radici negli intensi anni Sessanta. Si deve a loro l’elaborazione di un vocabolario visivo sperimentale e in costante evoluzione, di cui la mostra vuole rendere conto, celebrandone la portata innovativa al netto di qualsiasi etichetta assegnata loro dalla storia.

Grazie a un gioco di assonanze e contrasti, ogni sala racchiude un aspetto della ricerca creativa di artisti poi divenuti simbolo di un’epoca. Bidimensionalità e schermatura della superficie pittorica, “invasione” del contesto spaziale e legame con il mezzo fotografico, ma anche con la mitologia del passato, sono solo alcuni degli ambiti nei quali l’immagine trova la propria dimensione, mutando costantemente aspetto.

Gli Schermi di Fabio Mauri e le composizioni velate di Franco Angeli cedono il passo alla “nuova mitologia” di Giosetta Fioroni e Tano Festa, cui fa seguito la dialettica tra segno e colore messa in campo da Mario Schifano. In un’alternanza di rimandi e scarti visivi, le opere, tra gli altri, di Domenico Gnoli, Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini, Pino Pascali e Jannis Kounellis si susseguono fino alla stanza finale, un vero e proprio inno alla potenza dell’immagine, tra metafora e natura.

[Immagine in apertura: Mario Schifano, L’inverno attraverso il museo, 1965, smalto su carta intelata, Collezione privata © Mario Schifano, by SIAE 2016]