Quando il rock ispira l’arte

3 aprile 2016

©Gavin Beattie (Tiny Little Horse)

La mostra Rock Poster Art, aperta al pubblico fino al 30 aprile 2016 a Bologna, propone un itinerario alla scoperta di una forma di espressione artistica legato a doppio nodo con la musica; merito delle opere di Shepard Fairey, Gary Panter, Todd Slater, Ken Taylor, Gavin Beattie, Crosshair Design, Rockets Are Red, Brian Ewing, Gary Grimshaw, Lil Tuffy, Fabio Meschini (Clockwork Pictures), Justin Hampton, Lars P. Krause, Zum Heimathafen, Mike Wohlberg, oltre a 16 magnifici disegni di Vanna Vinci.
Le 12 locandine in edizione limitata esposte, provenienti dalla collezione privata di Stefano Marzorati, sono affiancate alle copertine di dischi punk realizzate dalla fumettista Vanna Vinci, già comparse nel volume La Bambina Filosofica. No future, edito da Bao Publishing.

Sviluppata a partire dagli anni Sessanta negli Stati Uniti con il compito di promuovere i concerti, l’arte del manifesto rock negli anni si è trasformata, muovendosi in parallelo all’avanzamento della tecnica e alle evoluzioni della società.
Un percorso testimoniato dal superamento del vinile a favore del CD negli anni Novanta, ma anche dal passaggio dai flyer per i concerti punk, realizzati con le fotocopiatrici Xerox, alle proposte più recenti che vedono il recupero della serigrafia, una scelta motivata anche da una nuova consapevolezza verso l’ambiente.
Rock Poster Art mette anche in evidenza le influenze artistiche, generi e correnti che in questo ambito hanno trovato terreno fertile: dalla street art ai graffiti, dall’Art Nouveau al cinema, dai fumetti al flower power.

[Immagine in apertura: © Gavin Beattie, Tiny Little Horse, dettaglio]