A Venezia, riflettori puntati sulla Biennale di Architettura

30 maggio 2016

15. Mostra Internazionale di Architettura Venezia 2016 - Esterni Arsenale - Photocredit Irene Fanizza

C’è tempo fino al 27 novembre prossimo per visitare la 15. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, quest’anno diretta dall’architetto cileno Alejandro Aravena, Premio Pritzker 2016.
Reporting from the Front, questo il titolo del progetto curatoriale, si sviluppa attraverso 16 “battaglie tutte da combattere” – qualità della vita, segregazione, ineguaglianze, insicurezza, periferie, migrazione, informalità, igiene, rifiuti, inquinamento, catastrofi naturali, sostenibilità, traffico, spreco, comunità, abitazione, mediocrità, banalità – invitando i singoli paesi partecipanti a offrire risposte concrete sulle più urgenti sfide della società contemporanea.

Oltre ai padiglioni nazionali – 63 partecipazioni, tra cui quelle di quattro Paesi esordienti: Filippine, Nigeria, Seychelles e Yemen – distribuiti tra i Giardini della Biennale, gli spazi delle Corderie e il centro città, cuore della manifestazione è la mostra coordinata dallo stesso Aravena che quest’anno vede la presenza 88 progettisti, 50 dei quali al loro esordio assoluto nella cornice della Biennale; ben 33 sono gli architetti under 35.

In crescita anche il coinvolgimento dell’intero circuito cittadino veneziano, grazie a una serie di iniziative che si susseguiranno durante l’intero semestre di apertura.
Tra le novità di maggiore rilievo si inserisce la collaborazione tra la Biennale di Venezia e il Victoria and Albert Museum di Londra. Il risultato di questa sinergia è la mostra A World of Fragile Parts che occupa la Sala d’Armi dell’Arsenale ed è curata da un team proveniente dell’istituzione anglosassone. Obiettivo dell’iniziativa è riflettere sul nuovo rilievo delle copie delle opere d’arte, in un contesto in cui  catastrofi naturali, improvvise o annunciate attentanti terroristici, deterioramento, mancata conservazione, urbanizzazione o pressioni del mercato turistico impongono nuove modalità di conservazione.
Nell’adiacente Sala d’Armi C trova spazio Report from Cities: Conflicts of an Urban Age, una scrupolosa mostra, coordinata dal centro LSE Cities della London School of Economics Cities e curata da  Ricky Burdett, che fa luce con statistiche e infografiche sulle trasformazioni avvenute in 12 città del mondo, sottoposte ad un processo di urbanizzazione e di crescita demografica senza precedenti.

In occasione della giornata di apertura, sabato 27 maggio sono stati assegnati gli attesi riconoscimenti per l’edizione in corso. La Spagna ha ottenuto il Leone d’Oro della 15. Biennale di Architettura di Venezia con un intervento che rivela le conseguenze della drammatica recessione economica del paese, concentrandosi sul settore edilizio. Ulteriori premi e menzioni sono stati assegnati al Giappone, al Paraguay, al Perù, al Brasile, alla Nigeria e all’Italia con Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. L’architetto brasiliano Paulo Mendes da Rocha è stato insignito con il Leone d’Oro alla carriera.

[Immagine in apertura: 15. Mostra Internazionale di Architettura Venezia 2016, Arsenale, esterno. Photocredit: Irene Fanizza per Artribune]