Addio a Pinuccio Sciola, lo scultore delle pietre sonore

13 maggio 2016


È scomparso all’età di 74 anni, nella giornata di oggi – venerdì 13 maggio – lo scultore sardo Pinuccio Sciola, nato a San Sperate nel 1942 da una famiglia umile. L’artista che faceva “suonare le pietre” stava lavorando a un allestimento di “sculture sonore” – quelle che l’hanno portato alla fama mondiale – proprio nel giardino della sua casa; come racconta l’Unione Sarda, le sue condizioni di salute si erano in realtà aggravate da tempo, fino a portarlo al decesso all’Ospedale di Cagliari.

La vita d’artista di Sciola è cominciata grazie a una borsa di studio, che gli ha consentito di studiare a Cagliari. Da lì ha avuto inizio una carriera inarrestabile: lo scultore ha continuato gli studi a Firenze e poi all’Accademia di Salisburgo, dove è stato allievo di artisti ed intellettuali del calibro di Kirchner e Kokoschka, Vedova e Marcuse. Una vita che, nonostante l’amore per la Sardegna, lo ha visto irrequieto studiare a Madrid e poi a Parigi.

L’artista sardo ha esposto in tutto il mondo: a Barcellona, a Città del Messico, dove lavora anche con David Alfaro Siquieros, riconfermando il suo interesse per l’arte murale grazie al quale trasforma San Sperate in un autentico paese-museo. Nel 1966 un suo lavoro monumentale viene allestito a Versailles e le sue “pietre sonore” vengono per la prima volta presentate al festival Time in Jazz di Berchidda. Nel 2011, a coronamento di un percorso artistico ai massimi livelli, l’Istituto italiano di Cultura a Madrid gli aveva dedicato l’esposizione Città sonore.

Domenica 15 maggio, alle 15:40, anche Sky Arte HD ricorderà il grande protagonista della scultura italiana nel mondo: potremo ammirare Pinuccio Sciola all’opera nel lungometraggio Le favole iniziano a Cabras, di Raffaello Fusaro.
Un documentario che, già dal titolo, è capace di rendere con magistrale poesia il paesaggio surreale e fiabesco della Sardegna, sul cui sfondo nascono i vestiti dello stilista Antonio Marras, si librano le note dalla tromba di Paolo Fresu o, appunto, quelle emesse dalle pietre sonore di Sciola.