L’arte del collezionare, a partire dagli orsetti di peluche

22 luglio 2016

the keeper mostra new museum new york

Il legame fra gli individui e gli oggetti può assumere sfumature davvero sorprendenti, specie se di mezzo c’è la passione per il collezionismo. Proprio a questi temi è dedicata The Keeper, l’imponente mostra ospite del New Museum di New York fino al 25 settembre.

Una vera e propria riflessione su un gesto, quello del collezionare, che cela ben altri valori e significati. L’impulso a preservare gli oggetti dall’azione del tempo è connaturato all’essere umano e trova nelle istituzioni museali un importante referente. Le oltre 4mila opere esposte nella rassegna americana evocano le storie dei loro proprietari e contribuiscono a stilare un originale ritratto del secolo scorso.

Il cuore della mostra curata da Massimiliano Gioni, direttore del museo, è Partners (The Teddy Bear Project), l’ampia installazione ideata da Ydessa Hendeles. Più di 3mila istantanee tratte da una moltitudine di album di famiglia compongono l’opera, riunendo una serie di scatti in cui i soggetti posano insieme al loro orsacchiotto, emblema di un atavico legame con un oggetto diventato icona.

Completano la mostra numerose collezioni di rarità, come le pietre raccolte da Roger Caillois, la raccolta di dipinti astratti di Hilma af Klint, a lungo tenuti nascosti o il video di Susan Hiller The Last Silent Movie, un ensemble di voci che intonano linguaggi scomparsi o a rischio estinzione. L’obiettivo della rassegna è chiaro ed efficace: ricordare il valore della salvaguardia di patrimoni inestimabili, a prescindere dal loro valore concreto.