A Roma, la pittura “religiosa” di Guttuso

14 settembre 2016

Renato Guttuso Crocifissione 1940-41 Olio su tela Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Non manca una delle opere più discusse della storia dell’arte italiana del Novecento, nella mostra Guttuso. Inquietudine di un realismo, aperta a Roma, al Palazzo del Quirinale, fino al 10 ottobre prossimo: finalista al Premio Bergamo del 1942, il celebre olio su tela dal titolo La Crocifissione, oltre a conseguire il secondo piazzamento nel concorso, accese a tal punto le polemiche da venire etichettato come blasfemo da autorevoli ecclesiastici. Un’accusa che all’artista originario di Bagheria fece guadagnare l’etichetta di “pictor diabolicus” e ai chierici, rei di averla osservata, la pena la sospensione a divinis.

Curata da Fabio Carapezza Guttuso, Presidente degli Archivi Guttuso, e da Crispino Valenziano, Presidente della Accademia Teologica via pulchritudinis, la mostra romana raccoglie opere provenienti da collezioni pubbliche e private. Il filo conduttore della selezione è stata la ricerca della “virtualità religiosa del realismo sociale” di Guttuso, un aspetto peculiare attraverso il quale si perviene “alla sua conoscenza riflessivamente operativa delle Scritture e delle tradizioni connaturate al nostro radicamento culturale“.

[Immagine in apertura: Renato Guttuso, Crocifissione, dettaglio, 1940-41. Olio su tela Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea]