Ai Weiwei a Firenze, con una mostra e un’installazione a Palazzo Strozzi

23 settembre 2016

Ai-Weiwei-in-mostra-a-Palazzo-Strozzi-Firenze-foto-Valentina-Silvestrini

Figura di assoluto rilievo della scena artistica internazionale, Ai Weiwei è protagonista  di un evento senza precedenti per Firenze e per l’Italia. Fino al 22 gennaio 2017, infatti, Palazzo Strozzi ospita la prima grande retrospettiva dedicata all’artista cinese mai organizzata nel nostro Paese, con la curatela di Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi. Ad essere coinvolta è l’intera architettura del celebre edificio, tra i simboli del Rinascimento e dell’Europa.

In Ai Weiwei. Libero l’artista si misura con la spazialità, globalmente intesa, del Palazzo, a partire dall’installazione Reframe (Nuova Cornice) che ne occupa la facciata. 22 gommoni sono stati allestiti su altrettante finestre bifore, dando vita a un intervento che – mediante l’espediente di un forte contrasto visivo e culturale – intende “scuotere le coscienze per ricordare la tragedia vissuta da coloro che intraprendono un viaggio disumano verso le coste europee in fuga dalle distruzioni e dalle guerre“.

Superato l’accesso, l’itinerario di visita comprende quindi Refraction (Rifrazione), una colossale installazione costituita da cucine solari assemblate a formare un’ala che occupano il cortile del Palazzo; per la prima volta, era stata presentata  sull’isola di Alcatraz, nel 2014. Ad essa si somma, sempre all’esterno, Porcelain Vases with Bamboo Poles opera che si base sul contrasto generato dall’accostamento tra la porcellana cinese con la pietra dell’architettura rinascimentale.
Il “cuore” della retrospettiva è condiviso dal Piano Nobile e dagli spazi sotterranei della Strozzina, dove la trentennale carriera di Ai Weiwei viene interamente ripercorsa attraverso venti sezioni tematiche: presenti le grandi opere simboliche degli anni duemila, sorte per assemblaggio di materiali di uso comune, gli interventi del periodo trascorso a New York, le serie fotografiche e la produzione più recente, con un chiaro indirizzo politico.

Attraverso Ai Weiwei. Libero, inoltre, Palazzo Strozzi e Firenze puntano ad attivare una profonda connessione con l’intera area urbana, la regione e il resto del Paese. La mostra infatti si estende in due luoghi simbolo della città come le Gallerie degli Uffizi, con due opere esposte, e il Mercato Centrale, spazio pop per eccellenza in cui l’artista ha scelto di collocare serie fotografie riprodotte attraverso gigantografie. In un’ottica di rilancio dell’arte contemporanea su scala regionale è stato inoltre messo a punto, in via sperimentale, un biglietto congiunto che consentirà di visitare sia Ai Weiwei. Libero sia La fine del mondo, evento espositivo con cui ad ottobre aprirà il Centro Pecci di Prato.

Per l’intera durata della retrospettiva saranno infine proposte iniziative collaterali in tutta la città, frutto della sinergia con alcuni dei soggetti attivi nella produzione delle arti contemporanee e della cultura, tra cui le biblioteche comunali, il Museo dell’Opera del Duomo, Lo Schermo dell’Arte Film Festival, il Festival dei Popoli, Virgilio Sieni e il suo Cargo – Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza Firenze, l’Intercity Festival 2016.
Con il sostegno di Toscana Promozione Turistica, è stata redatta la guida Fuorimostra: un viaggio in Toscana, con sedici tappe in varie province, che verrà distribuita nei luoghi della mostra. A Torino, infine, in occasione della prossima edizione di Artissima, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia ospiterà una mostra “succursale” del progetto fiorentino, interamente dedicata ad opere fotografiche.