Brueghel, i capolavori dell’arte fiamminga da Bologna a Torino

21 settembre 2016

MOSTRA BRUGHEL-ALLESTIMENTO la venaria reale torino

Si estende per ben 150 anni, l’arco temporale indagato dalla mostra Brueghel Capolavori dell’arte fiamminga, appena inaugurata a La Venaria Reale, nei pressi di Torino.
Curata da Sergio Gaddi e Andrea Wandschneider, Direttore del Paderborn Städtische Galerie in der Reithalle, la rassegna tratteggia i risultati conseguiti da cinque generazioni di artisti appartenenti alla celebre famiglia fiamminga e raccoglie opere realizzate in un periodo compreso tra il XVI e XVII secolo.

Dopo la tappa a Bologna, ospitata fino allo scorso febbraio a Palazzo Albergati, la mostra raggiunge ora il Piemonte in una versione rinnovata e implementata.
Alle sette sezioni concepite a partire dai temi ricorrenti della pittura dei Brueghel – Il giudizio morale; Natura regina, soldati e cacciatori; Viaggiatori e mercanti; Allegorie e parabole; Splendore e vanità, vita silente; Danza degli ultimi – si uniscono alcuni lavori risalenti alla metà del Cinquecento, nella fase di piena attività di Pieter Brueghel il Vecchio. Capostipite della dinastia, ad Anversa – dove operò per alcuni anni – venne considerato al pari di “un radicale rinnovatore dei temi biblici“, oltre ad essere “lodato per la qualità delle sue raffigurazioni del mondo popolare“.

Proponendosi come un’immersione nelle atmosfere del Seicento fiammingo, il percorso espositivo affianca opere come le Tre grazie con cesto di fiori del 1635 di Jan Brueghel il Giovane – figlio di Jan Brueghel il Vecchio – a composizioni sul tema del paesaggio, riprodotto con estremo grado di dettaglio come nel caso del Paesaggio con la parabola del seminatore di Pieter Brueghel il Vecchio.
Accanto allo sguardo della famiglia di pittori, restituito generazione dopo generazione, si affianca quello offerto da un’importante selezione di artisti. Frans de Momper, Frans Francken, Hendrick van Balen, Joos de Momper  e altri interpreti si accompagnano ai Brueghel nello sforzo di restituire “una delle pagine più ricche, articolate e affascinanti”  della storia dell’arte europea.

L’epoca d’oro della pittura fiamminga fornisce, infine, l’espediente per sperimentare un’esperienza di visita improntata sull’interazione. I visitatori saranno infatti stimolati ad allenare lo sguardo, sbirciando tra i segreti nascosti nei gesti e nell’aspetto delle figure umane presenti e nella natura, minuziosamente rappresentata.