Faster than light: la “moto d’artista” di Laurina Paperina

10 settembre 2016


In un certo senso, il tuo intervento è un restyling di alcuni oggetti high-tech, quali le moto e le tute indossate dai piloti dello Sky Racing Team VR46. Come definiresti questa tua esperienza nel product design?
Questo progetto è stato entusiasmante, perché per la prima volta ho avuto la possibilità di “customizzare” delle super moto! È stata un’esperienza frenetica, dove in poco tempo ho dovuto lavorare sia sul design delle moto che sulle tute dei piloti.

E come si è differenziato questo lavoro rispetto ad altri tuoi interventi d’artista?
Certamente il processo di realizzazione è stato diverso, perché di solito lavoro nel mio studio, con i miei ritmi e tempi, con la musica “a manetta” e caffè a volontà, mentre in questa occasione ho spostato il mio studio a Pesaro per qualche giorno, dove tra bombolette spray e markers ho dipinto le moto dei piloti.

Nell’elaborazione della livrea cosa ti ha ispirato di più del mondo delle corse e come lo hai raffigurato?
Nel mio mondo penso alla velocità come all’istintività e alla naturalezza con cui disegno; sono partita da questo per cercare un legame con le corse. Un filo conduttore che ho tradotto realizzando decine di personaggi, un’invasione del mio universo nel loro; tutto fatto a mano libera, di getto, in maniera rapida e semplice, cercando di creare una composizione dinamica ed immediata.

Ad accomunare Laurina Paperina e i piloti dello Sky Racing Team VR46 c’è quindi la velocità. L’arte della velocità, hai detto, “richiede tempo e dedizione. Per raggiungerla, bisogna coltivare il proprio talento, e questo vale sia per i giovani riders che vogliono diventare campioni, sia per un’artista come me”. Ecco, ci sveleresti il “metodo di Laurina Paperina”?
Forse sarebbe meglio dire il NON metodo di Laurina Paperina, nel senso che ogni progetto a cui lavoro è diverso. Oltre a dipingere e disegnare, la mia ricerca si sviluppa anche attraverso installazioni d’arte e animazioni video, il che significa che ogni tipo di lavoro richiede tempistiche diverse.
Ad esempio, quando devo realizzare una mostra che richiede una consistente mole di opere, tutto il processo creativo (dalla progettazione alla realizzazione) può richiedere molti mesi di lavorazione. Invece, quando si tratta di interventi in esterno è tutto molto più veloce, perché i pezzi che dipingo sono realizzati in maniera più sintetica e istintiva.

Velocità, ma anche naturalezza: i tuoi personaggi, quelli che domenica vedremo sfrecciare sul circuito di Misano, risultano familiari anche al grande pubblico grazie alla loro ispirazione pop. Di cosa si alimenta l’immaginario di Laurina Paperina, quali altre opere e di che genere ti forniscono spunti e nuove idee?
Tutto quello che ruota attorno alla mia vita per forza di cose finisce per essere fagocitato anche dalle opere che produco, l’arte è un riflesso del mio mondo che spesso ne esce frantumato, spappolato e spiaccicato contro una tela. Sono cresciuta negli anni Novanta, sono un’orgogliosa figlia della cultura popolare di massa, cresciuta a latte e cacao solubile e musica punk rock, appassionata di zine (pubblicazioni indipendenti autoprodotte), film di serie B e cartoons.
I personaggi che popolano i miei lavori sono eroi e antieroi del nostro tempo, spesso rubati al mondo del cinema, della musica, dell’arte e di internet, personaggi popolari che sono familiari alla maggior parte delle persone.

Ci sono artisti che ti hanno fatto da maestri? Per esempio Haring e Basquiat, per la loro capacità di fondere street art e arte contemporanea. E ci sono invece street artist che segui con interesse, in Italia e nel mondo?
I primi artisti che ho amato sono esattamente Haring e Basquiat, mentre la street art e la urban art sono a oggi le influenze artistiche che più sento affini al mio lavoro; seguo con interesse Space Invaders, Os Gemeos, Blu, Barry McGee ed Ed Templeton. Trovo geniali le animazioni di David Lynch, le installazioni di Cory Arcangel e i disegni di Raymond Pettibon.

Che esperienza è per te la street art?
Io disegno ovunque e su qualunque cosa: carta, tela o muro, per me non fa alcuna differenza. Nasco come pittrice e mi piace lavorare nel comfort del mio studio, anche se non è mai emozionante quanto farlo per strada.
La cosa più bella della street art, secondo me, è che arriva alla gente in maniera diretta e sincera, è per strada, è per tutti ed è gratuita, non ha quella aura formale dell’arte tradizionale.

A proposito di esperienze dirette: ti piacciono i motori, hai mai guidato una moto da corsa?
Se devo essere sincera, la mia prima e unica esperienza è stata con un motorino, quando ero adolescente, e si è rivelata tragica: l’ho acceso e mi sono ritrovata sottosopra. Da allora, ho lasciato stare le moto e sono passata ai mezzi pubblici…