Genova, le donne di Helmut Newton in mostra

12 settembre 2016

Helmut Newton

Si lega a un’iniziativa promossa da June Newton, vedova del fotografo di fama internazionale nonché presidente della Helmut Newton Foundation, la mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, un progetto espositivo che dal 14 settembre 2016 al 22 gennaio 2017 farà tappa a Genova.
Nel capoluogo ligure, sarà dunque possibile immergersi nella prima fase della produzione dell’artista che è già protagonista, e sempre in Italia, di una speciale rassegna a Carpi.

Curata da Matthias Harder e Denis Curti, la mostra raccoglie oltre 200 immagini relative alle prime pubblicazioni di Newton, risalenti al periodo a cavallo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.
I tre volumi, ribaditi anche nel titolo della mostra – White Women / Sleepless Nights / Big Nude – consentono di superare il filtro di conoscenza rappresentato dalle imprescindibili selezioni compiute nelle redazioni delle testate di moda. In questi libri, infatti, la cui progettazione grafica porta sempre la firma proprio del fotografo, ad emergere è la sua vera natura artistica e quell’attitudine a “scandagliare la realtà”.
Uscito nel 1976, White Women riunisce 84 immagini a colori e in bianco e nero da cui emerge una femminilità rinnovata, pienamente consapevole dell’avanzamento del proprio ruolo nella società: compaiono qui alcuni iconici studi sul nudo. Nel successivo Sleepless Nights, del 1978, il fil rouge costituito dal corpo delle donne e dalla moda, si riveste di accezioni inedite, con immagini sempre provocanti, ma in scenari esterni rispetto alla studio. Tra queste, sono note le immagini di modelle seminude con corsetti ortopedici o provviste di selle in cuoio, delineando un itinerario che trova in Big Nudes del 1981 ulteriore approfondimento.

Il percorso espositivo di Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes punta dunque a restituire un’immagine più autentica dello stile dell’artista, concedendo ad appassionati e neofiti l’opportunità di “conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso“.