La prima volta in Italia di Betye Saar

18 settembre 2016


È una imponente rassegna antologica, quella ospitata dalla sede meneghina della Fondazione Prada fino all’8 gennaio 2017. Curata da Elvira Dyangani Ose, Betye Saar: Uneasy Dancer segna il primo “sbarco” in Italia dell’artista americana classe 1926, che si concretizza in una intensa panoramica sulla sua produzione di assemblage, lavori scultorei e collage dal 1966 a oggi.

Il titolo della mostra – Danzatrice incerta – trae origine dall’espressione usata dall’artista per definire se stessa e il proprio lavoro, che, secondo Saar, “segue il movimento di una spirale creativa ricorrendo ai concetti di passaggio, intersezione, morte e rinascita, nonché agli elementi sottostanti di razza e genere”. La memoria, il misticismo e la costruzione di entità socio-politiche sono alcune delle tematiche attorno alle quali prende forma la mostra, rivelando i tratti distintivi della pratica di Saar.

Attraverso l’uso di materiali di recupero e memorabilia personali, l’artista ha saputo costruire una potente critica sociale, in grado di mettere in scacco gli stereotipi razziali e sessisti radicati nella cultura americana, opponendo a essi una prospettiva umanistica, che tutela le nozioni di individuo, società, famiglia e comunità.

[Immagine in apertura: photo Roberto Marossi, Courtesy Fondazione Prada]