Il Giappone approda a Milano, con Kishio Suga

26 settembre 2016

Left-Behind Situation (Shachi Jōkyō), 1972/2012 Legno, pietra, acciaio, fune metallica 152,4 x 596,3 x 789,3 cm Veduta dell’installazione, Blum & Poe, Los Angeles, 2012 Courtesy dell’artista e Blum & Poe, Los Angeles/New York/Tokyo Foto: Joshua White

Mancano solo pochi giorni all’inaugurazione di una delle rassegne espositive più attese della stagione. Dal 30 settembre al 29 gennaio 2017, Situations, a cura di Yuko Hasegawa e Vicente Todolí, animerà gli affascinanti spazi del Pirelli HangarBicocca con un’esclusiva selezione di opere di Kishio Suga.

Protagonista per la prima volta di una retrospettiva europea, l’artista si prepara a offrire al pubblico milanese un colpo d’occhio di forte impatto sulla sua produzione degli ultimi 50 anni, nell’ambito degli eventi celebrativi del 150esimo anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia.

Caposaldo del movimento Mono-ha, Kishio Suga ha contribuito a scrivere un importante capitolo dell’arte contemporanea dagli anni Sessanta in poi. Invitato nel 1978 a rappresentare il Giappone alla Biennale di Venezia, in quell’occasione egli mostrò tutto il proprio talento, rispecchiato da una pratica che unisce un profondo legame con la natura a un’incessante ricerca sulla materia e lo spazio.

La mostra meneghina riunisce una serie di installazioni ripensate e riadattate dall’artista in funzione dell’architettura industriale dell’hangar, creando un percorso in cui convivono leggerezza e tensione, solidità e immaterialità. In continuità con la sua pratica, le opere di Suga si presentano come interventi temporanei e site-specific, sul piano temporale e spaziale.

[Immagine in apertura: Kishio Suga, Left-Behind Situation (Shachi Jōkyō), 1972/2012. Legno, pietra, acciaio, fune metallica, 152,4 x 596,3 x 789,3 cm. Veduta dell’installazione, Blum & Poe, Los Angeles, 2012. Courtesy dell’artista e Blum & Poe, Los Angeles/New York/Tokyo. Foto: Joshua White]