A Parigi, anche il museo si converte al digitale

27 settembre 2016


Si chiama l’Ateliers des Lumieres ed è la novità del momento, nel tessuto urbano e culturale parigino. Il motivo è presto detto: il nuovo museo, che sorgerà negli spazi di una ex fonderia dell’Ottocento con l’obiettivo di celebrare i grandi protagonisti della storia dell’arte, trarrà la sua linfa vitale dalle nuove tecnologie.

Mostre immersive e realtà virtuale consentiranno al pubblico di vivere un’esperienza coinvolgente. Le pareti, alte otto metri, ospiteranno proiezioni e colonne sonore che tradurranno in immagini e input digitali alcuni tra i più famosi capolavori della creatività. Il tutto nella cornice di un affascinante edificio industriale, riqualificato nel rispetto della sua struttura originaria in acciaio.

Il concept del museo parigino, che aprirà i battenti il prossimo anno, non è nuovo in terra francese, trovando un modello nel progetto già sviluppato dalla Fondazione Culturespaces in una imponente caverna a Le Baux de Provence. Sulle pareti di pietra bianca, grazie alla tecnologia digitale, hanno preso forma, tra gli altri, i lavori di Matisse, Chagall e Van Gogh, attirando più di un milione di visitatori all’anno. Un risultato importante, che il museo parigino si augura di eguagliare.