Una città nella città di Roma, fatta di mattoncini assemblabili

8 dicembre 2016


Il Guido Reni District, a due passi dal MAXXI, si candida a indirizzo di riferimento per l’entertainment capitolino nel periodo natalizio; merito, anche, della stupefacente mostra City Lego® – La più grande città al mondo costruita con i Lego. Infatti, oltre all’esposizione multimediale The Adventures of Alice, al Villaggio dei Popoli con sapori, sonorità e artigianato dai cinque continenti, agli espositori innovativi di Romarket, allo street food market e alla pista da pattinaggio sul ghiaccio, la ex caserma romana ospita l’incredibile riproduzione di una città fantastica realizzata impiegando 7 milioni di mattoncini LEGO.
Ideata da LAB Literally Addicted to Bricks, prodotta e organizzata da Arthemisia Group e Kornice, la straordinaria creazione si potrà ammirare fino al 29 gennaio 2017.

In un’area di circa 15 metri per 5, gli amatissimi mattoncini-giocattolo sono stati assemblati per dare vita a edifici, infrastrutture, mezzi di trasporti e ogni altra scena capace di restituire con pienezza l’idea stessa di spazio urbano. Rivelando la sconfinata manualità e la fantasia degli appassionati creatori, la più grande città al mondo costruita con i Lego – per la prima volta a Roma, in versione integrale – è arricchita da sistemi di automazione, di illuminazione e da decine di dettagli legati alle dinamiche urbane. Tra questi, il treno e la linea ferroviaria che si snoda attorno all’area costruita, la ruota panoramica del Luna Park, gli elevatori, il cinema, le pinacoteche, i caffè, il centro commerciale, la pasticceria, il negozio di giocattoli e le scene realistiche con personaggi e animali.

La mostra comprende anche video e pannelli esplicativi che permetteranno agli appassionati di apprendere i segreti delle singole riproduzioni e la genesi dell’originale progetto. L’allestimento dispone inoltre di aree in cui chiunque potrà mettersi alla prova e dimostrare la propria creatività impiegando gli storici mattoncini: creati nel 1932 dal danese Ole Kirk Christiansen, sono ormai divenuti una forma d’arte in grado di unire le generazioni in tutto il mondo.

[Immagine in apertura: © Giulia Fedel]

 


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