Bruxelles, l’italiano Gipi protagonista al Museo del Fumetto

12 febbraio 2017


Con GIPI o La forza delle emozioni il Museo del Fumetto di Bruxelles – Musée de la bande dessinée / Stripmuseum e l’Istituto Italiano di Cultura Bruxelles si concentrano sulla produzione del celebre illustratore e autore italiano. Al via il prossimo 14 febbraio, la mostra documenta la personale ricerca artistica del fumettista originario di Pisa – dove è nato nel 1963 – il cui nome è legato alla realizzazione di fumetti, graphic novel e film. Sono ben tre, infatti, le pellicole al suo attivo.

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A Bruxelles, Gianni Alfonso Pacinotti – questo il nome di battesimo di Gipi – sarà presentato attraverso dieci opere letterarie e il più recente lungometraggio, L’Ultimo terrestre, ultimato nel 2011. Noto per il suo particolarissimo stile, frutto di una ricerca pittorica condotta attraverso l’olio prima e l’acquerello poi, Gipi ha conquistato fama oltre i confini nazionali grazie anche alla “estrema sintesi tra avventura e realismo, in cui la cronaca e il vissuto personale entrano in scena assecondando il suo istinto“.
I lavori in mostra, proposti attraverso tavole preparatorie originali e altri documenti originali, sono Esterno notte (2003), Appunti per una storia di guerra (2004), Gli Innocenti (2005), Questa è la stanza (2005), Hanno ritrovato la macchina (2006), S. (2006), LMVDM – La mia vita disegnata male (2008), Diario di fiume e altre storie, Unastoria (2013) e il recente La terra dei figli (2016).

Come noto, lo spazio che ospita GIPI o La forza delle emozioni non è un luogo qualsiasi. Collocato nel centro storico di Bruxelles, infatti, il Museo del Fumetto – CBBD è una tappa obbligata per tutti gli appassionati del genere in visita nella capitale belga. In una superficie espositiva che supera i 4mila metri quadri, raccoglie il meglio della produzione della cosiddetta Nona Arte. Oltre a celebrare i grandi nomi fumetto belga, come Tintin, I Puffi, Lucky Luke, Gaston Lagaffe, ospita una biblioteca, un centro di documentazione sul fumetto e propone un programma di mostre durante tutto l’anno.
A ospitarlo è un edificio altrettanto straordinario: si tratta della struttura destinata al magazzino Waucquez, magnifico esempio di Art Nouveau, firmato dal maestro Victor Horta nel 1906.