I tesori nascosti dell’arte italiana, raccolti a Napoli

6 febbraio 2017

Tesori-nascosti.-Exhibition-view-at-Basilica-di-Santa-Maria-alla-Pietrasanta-Napoli-2016.-Photo-Andrea-Sbardellati

Punta a delineare un quadro della geografia artistica italiana, ripercorrendo la storia dell’arte nazionale in un arco temporale che va dal XIII al XX secolo, la mostra I Tesori nascosti. Tino di Camaino, Caravaggio, Gemito. Inaugurata nei giorni scorsi a Napoli, è stata allestita all’interno dell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, in via dei Tribunali, da poco recuperata e restituita alla città.

Curata da Vittorio Sgarbi e aperta fino al 28 maggio, la rassegna prosegue la narrazione avviata dalla precedente esposizione Tesoro d’Italia, presentata in concomitanza dell’Esposizione Universale di Milano, nel 2015. Il percorso espositivo riunisce infatti opere d’arte che normalmente non sono esposte nei musei pubblici, in quanto parte integrante delle collezioni di fondazioni bancarie, istituzioni e collezionisti privati.
Un’occasione, dunque, per permettere anche al grande pubblico di comprendere il rilievo del fenomeno del collezionismo e accedere a un patrimonio straordinario, raramente visibile.

Promossa con il patrocinio dell’Arcidiocesi della Città di Napoli, della Regione Campania e del Comune e della città Metropolitana di Napoli, I Tesori nascosti delinea un itinerario nella storia dell’arte italiana, attraversando epoche, generi e tecniche. Tra i lavori esposti si segnalano una testa di maestro federiciano del 1250 – l’opera più antica – e tele di Caravaggio, Reni, Guercino, Cagnacci, Vivarini, Veronese, fino a un autoritratto di Antonio Ligabue.

[Immagine in apertura: I Tesori nascosti, exhibition della mostra allestita presso la Basilica di Santa Maria alla Pietrasanta, Napoli. Photo by Andrea Sbardellati]