Renzo Piano e Tamassociati progettano un ospedale pediatrico in Uganda

14 febbraio 2017


Accoglierà pazienti ugandesi e bambini con necessità chirurgiche, provenienti da tutta l’Africa, il nuovo Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica che EMERGENCY ha iniziato a costruire nella città di Entebbe. Il progetto architettonico porta la firma degli studi Renzo Piano Building Workshop e Tamassociati, quest’ultimo alla guida del Padiglione Italia alla 14. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. L’intervento rappresenta l’esordio assoluto di Renzo Piano in Africa e l’architetto, lo scorso 10 febbraio, ha scelto di prendere parte alla posa della prima pietra, insieme a Gino Strada, al Presidente Museveni e al ministro della Sanità Jane Ruth Aceng.

La nascente struttura costituisce il secondo step, dopo il Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum, in Sudan, nell’implementazione della “Rete sanitaria d’eccellenza in Africa”, un’iniziativa avviata da EMERGENCY nel 2009. Tre le sale operatorie di cui disporrà l’ospedale, provvisto anche di 78 posti letto e di un centro di formazione destinato a giovani dottori e infermieri provenienti dall’Uganda e dintorni.
L’edificio sorgerà su un terreno messo a disposizione dal Governo ugandese e sarà costruito in terra pisè, una tecnica di costruzione tradizionale che impiega terra cruda. In questo modo verrà garantita un’inerzia termica capace di mantenere costanti la temperatura e l’umidità all’interno. Per soddisfare le necessità energetiche interne, è stata inoltre annunciata la realizzazione di un impianto di circa 2600 pannelli solari fotovoltaici in copertura.

La drammatica situazione sanitaria locale – la mortalità infantile sotto i 5 anni di età è di 138 bambini ogni mille nati vivi – è stata messa in evidenza da Gino Strada: “Milioni di bambini muoiono ogni anno semplicemente perché non hanno accesso alle cure mediche. Carenza di risorse? Scarso interesse per le sofferenze di una parte della popolazione? Mancanza di responsabilità dei governi? Qualunque sia il motivo, la domanda è sempre la stessa: dovremmo continuare a tollerare questo scandalo o dovremmo compiere ogni sforzo possibile per salvare o migliorare la vita di milioni di esseri umani?