L’arte di Quayola, tra reale e virtuale

1 marzo 2017


È la mostra Quayola: Fragments, l’appuntamento con cui la Bitforms Gallery di New York ha scelto di continuare a festeggiare il traguardo dei 15 anni di apertura. Fino al 9 aprile prossimo, l’istituzione dedita all’arte contemporanea ospita la seconda personale dell’artista Quayola.

Originario di Roma, dove è nato nel 1982, e di base a Londra, l’autore concepisce opere che attestano l’influenza esercitata su di lui dalla grandezza e dalla decadenza di sculture antiche e dei capolavori del Rinascimento intorno ai quali è cresciuto e si è formato. Quayola ricorre alla tecnologia per esplorare le tensioni e gli equilibri tra le forze apparentemente opposte: reale e artificiale, figurativo e astratto, vecchio e nuovo.

A New York sarà presente con Laocoön Fragments, una serie di sculture realizzate con una miscela unica di polvere di ferro mescolato con resina, e con Iconographies. Quest’ultimo è un progetto, ancora in progress, nel quale analizza e interpreta soggetti tipici dei dipinti rinascimentali e barocchi attraverso l’impiego di specifici software. Una serie che comprende ben 60 composizioni, due delle quali sono esposte in Fragments.

[Immagine in apertura: Quayola, Laocoön Fragment G_003.V, 2016]


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