Al Castello di Miramare, la storia di una collezione “esotica”

15 aprile 2017


A 150 anni dalla scomparsa di Massimiliano d’Asburgo, il Museo storico del Castello di Miramare omaggia l’imperatore del Messico con una mostra che, per la prima volta, getta nuova luce sulla collezione costituita durante i suoi numerosi viaggi.
Aperta fino al 28 maggio prossimo, Massimiliano e l’esotismo. Arte orientale nel Castello di Miramare riunisce infatti un centinaio di opere, tra quelle conservate dall’istituzione triestina, con il duplice scopo di favorire la conoscenza del profilo e della personalità di questo sovrano sensibile alla cultura e all’arte, e di attestare l’assoluta centralità della tradizione artistica orientale nell’Europa della metà dell’Ottocento.

La passione di Massimiliano per l’Oriente raggiunge piena manifestazione in due eccezionali ambienti del Castello – il Salotto Giapponese e il Salotto Cinese (nella foto in apertura), decorati secondo un gusto molto diffuso nel Settecento – così come nella collezioni in mostra, tra porcellane, lacche, arredi, sculture e suppellettili di vario genere.
Realizzati nei Paesi dell’arco medio-orientale, in India, Cina e Giappone, tali manufatti stabiliranno una connessione con dipinti, litografie, iscrizioni arabe e altre opere della produzione europea e americana ispirata all’arte orientale.

Un itinerario tra opere originali e “rielaborate”, curato da Rossella Fabiani e da Francesco Morena, che intende soprattutto mettere in rilievo il ruolo del viaggio nella breve esistenza di Massimiliano d’Asburgo. Visitò quattro continenti – Europa, Asia, Africa e America -, alla scoperta di culture e popoli diversi, rendendo l’esplorazione in terre remote – vissuta in maniera diretta o attraverso letture e acquisizioni di manufatti – uno dei fili conduttori della sua vita.