Al Museo Thyssen-Bornemisza, Picasso incontra Toulouse-Lautrec

29 ottobre 2017

Henri de Toulouse-Lautrec, Au Café: le consommateur et la caissière chlorotique. Pablo Picasso, Les Henri de Toulouse-Lautrec, Au Café: le consommateur et la caissière chlorotique. Pablo Picasso, Les Soupeurs, 1901Souperus, 1901

Sono cinque le sezioni espositive – Bohemian; Bassifondi; Vagabondi; Prostitute ed Eros nascosto – attraverso le quali il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid ricostruisce il rapporto tra due artisti, a partire da un punto di vista fin qui inedito. Curata da Francisco Calvo Serraller – docente dell’Universidad Complutense in Madrid – e da Paloma Alarcó – chief curator del settore “Modern Painting” dello stesso Museo – la mostra Picasso/Lautrec riunisce più di 100 opere provenienti da una sessantina di collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.

Sebbene non si siano mai incontrati personalmente, è nella capitale francese – che Picasso visitò per la prima volta nel 1900, un anno prima della prematura scomparsa di Henri de Toulouse-Lautrec – che in un certo senso i destini di entrambi sembrano avvicinarsi e convergere.
In giovane età, infatti, i due autori ne subirono il fascino irresistibile, sviluppando entrambi un rapporto complesso con la dottrina della locale accademia. La conoscenza della produzione di Toulouse-Lautrec, così profondamente legata ai ritmi e a un certo spaccato sociale della Parigi dell’epoca, sebbene sviluppata nell’arco di appena  15 anni può essere annoverata tra i riferimenti del pittore e scultore spagnolo.

Un altro punto contatto, inoltre, consiste nella comune padronanza del disegno, considerato tra i fattori chiave che hanno qualificato e accompagnato le rispettive carriere. Ripetute prove e costanti sperimentazioni su carta hanno infatti rappresentato una modalità di espressione condivisa, come cercherà di mettere in evidenza anche la mostra promossa dall’istituzione madrilena attraverso 112 opere.

Tra i temi sondati dal percorso espositivo rientra il circo, il cui multiforme universo ha sollecitato i due autori grazie al suo carico di acrobati, clown, artisti e alla presenza di personalità spesso relegate ai margini della società.
In particolare, mentre Lautrec subì particolarmente il fascino delle esibizioni equestri, evocandole in opere come At the Circus: Horsewoma. Classical Dressage. The Bow e At the Circus: Entering the Ring, Picasso si avvicinò a questa dimensione dando evidenza degli aspetti più malinconici, a tratti drammatici. Il risultato furono opere come The Frugal Meal, Poor Man’s Meal o The Milk Bottle, realizzate tra il 1903 e il 1905.

Promossa in occasione delle celebrazioni per i 25 anni del Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Picasso/Lautrec resterà aperta fino al 21 gennaio prossimo.

[Immagine in apertura: (da sinistra) Henri de Toulouse-Lautrec, Au Café: le consommateur et la caissière chlorotique. Pablo Picasso, Les Soupeurs, 1901]