Artisti contro critici: una partita di calcio accompagna una mostra

26 ottobre 2017


Traendo ispirazione dalla celebre partita partita di calcio dei “filosofi”, firmata dai Monty Python nel 1989, la performance A beautiful match between artists and curators ha visto fronteggiarsi, nei giorni scorsi, una formazione d’eccezione.
A lottare per conquistare un goal, nella cornice della Versluys Arena, sono stati infatti artisti e critici tra i più noti della scena contemporanea: ciascuno di loro ha interpretato una grande personalità dell’arte del passato. Qualche esempio? Achille Bonito Oliva era Apollinaire, Giacinto Di Pietrantonio era Filippo Tommaso Marinetti, Jan Fabre ha “vestito i panni” di Ensor, Alberto Garutti quelli di Leonardo da Vinci, Bruna Esposito per l’occasione è diventata Artemisia Gentileschi, solo per citarne alcuni.

L’iniziativa ha accompagnato l’apertura della mostra The Raft. Art is (not) Lonely, poderosa collettiva alla quale prendono parte 73 artisti internazionali. Aperta fino al 15 aprile 2018 in numerose sedi espositive di Ostend – la città belga dove ha avuto luogo anche la singolare partita – la rassegna si pone come follow-up del progetto The Sea – Salut d’honneur Jan Hoet con cui, nel 2015, era stato omaggiato l’influente curatore, critico e fondatore del Museo SMAK di Ghent, scomparso l’anno prima.
Curata dall’artista Jan Fabre e da Joanna De Vos, The Raft. Art is (not) Lonely raccoglie oltre 50 opere, tra cui 18 performance, accogliendo i lavori dello stesso Jan Fabre, di Théodore Géricault, Orlan, Bill Viola, Steve McQueen, i Monty Python, Elisabetta Benassi, Marina Abramovic, Regina José Galindo, Adrian Paci, Giuseppe Stampone e di molti altri autori.