Il tessuto che lega arte e imprenditoria: la storia di Antonio Ratti

1 ottobre 2017


È Palazzo Te, a Mantova, ad accogliere Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate, la mostra che ricostruisce la figura dell’industriale comasco promotore di un’importanza aziendale del settore settile e una Fondazione riconosciute a livello internazionale.
Frutto della sinergia tra una pluralità di istituzione, l’esposizione ricorre a un suggestivo allestimento, opera dell’architetto Philippe Rahm, per delineare la storia, il profilo, l’impegno e le passioni di un imprenditore – a lui si deve la fondazione, nel 1945, della Tessitura Serica Antonio Ratti – che ha plasmato il proprio percorso, umano e professionale, affiancando produzione, arte e cultura.

Tale vicenda viene riproposta nel percorso espositivo, articolato tra le sale monumentali del Palazzo Te e gli spazi espositivi delle Fruttiere, secondo un criterio che pone al centro il tessuto, nelle sue molteplici declinazioni. Per l’occasione vengono esposte la collezione di reperti antichi della Fondazione Antonio Ratti (FAR) e i grandi archivi dell’azienda omonima. Il profondo interesse verso il tessuto, nelle sue molteplici varianti geografiche, storiche e artistiche, raggiunge piena evidenza grazie alle nutrita selezione di reperti della collezione storica, ora patrimonio della Fondazione: dai tessuti copti e pre-colombiani ai velluti rinascimentali, dai serici francesi e inglesi del Seicento e Settecento alle cravates e ai nastri di fine Ottocento.
I fruitori della mostra, inoltre, possono misurarsi con un’esperienza tattile: campioni di stoffe sono messi a loro disposizione, in una pedana espositiva disposta nelle Fruttiere, estendendo così le tradizionali modalità di visita.

L’orizzonte delineato dalla rassegna non può che accogliere anche una presentazione della storia aziendale, raccontata dagli esordi fino ai traguardi più significativi. Tra questi, si inserisce l’inaugurazione delle strutture progettate da Tito Spini, incarnazione di un “nuovo modello di architettura industriale” nel quale la visione di Ratti ebbe modo di manifestarsi pienamente.
Ampio rilievo viene inoltre assegnato anche all’arte contemporanea, uno degli interessi dell’imprenditore-mecenate. Sono infatti esposte opere di artisti coinvolti nei diversi decenni nelle numerose attività culturali della Fondazione Ratti, tra cui alcuni dei partecipanti alle varie edizioni del workshop CSAV-Artists Research Laboratory, come John Armleder, Julia Brown, Jimmie Durham, Hans Haacke, Mario Garcia Torres, Melanie Gilligam, Renée Green Joan Jonas, Giulio Paolini, Diego Perrone, Yvonne Rainer e Gerhard Richter. Nel percorso rientrano inoltre installazioni di Yona Friedman (sua l’opera nell’immagine in apertura), Richard Nonas, Matt Mullican e Liliana Moro, collocate negli spazi esterni.

Aperta fino al 7 gennaio 2018, Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate è associata a una pubblicazione antologica che raccoglie testi e materiali relativi alla storia dell’azienda e a quella della Fondazione Antonio Ratti, documenti e analisi della collezione di tessuti antichi di Antonio Ratti e scritti di artisti contemporanei che hanno vissuto l’esperienza del workshop CSAV – Artists Research Laboratory.