Il “caso” Edouard Manet, al Museo della Ceramica di Mondovì

25 ottobre 2017


A pochi giorni di distanza dall’apertura a Cuneo dell’anteprima mondiale di Piet Mondrian Universale – Immersive interactive experience, con l’inaugurazione della mostra Il caso Manet. Indagini sul Signor Arnaud a cavallo della GAM di Milano si completa il quadro degli appuntamenti promossi dalla Fondazione CRC in occasione dei suoi venticinque anni di attività.

L’attenzione si sposta questa volta su Mondovì, nella provincia cuneese, dove il Museo della Ceramica accoglie fino al 17 dicembre 2017 un appuntamento espositivo che fa luce su una particolare opera del pittore francese. Si tratta de Il Signor Arnaud a cavallo, tra le opere più note dell’artista legato alla corrente impressionista, sul quale si è condensato l’interesse degli studiosi del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”. Dopo essere stato sottoposto a recenti indagini scientifiche, il dipinto viene presentato a Mondovì in anteprima mondiale assoluta con il suo carico di storia e di domande. Di proprietà della Galleria d’Arte Moderna di Milano, Il Signor Arnaud a cavallo è stato infatti modificato dopo la morte di Manet.

Su questa circostanza stanno cercando di fare luce studi ancora in corso, compresi nel progetto coordinato da Paola Zatti ‒ Conservatore Responsabile, Galleria d’Arte Moderna, Milano ‒ e dalla restauratrice Barbara Ferriani; la stessa Fondazione CRC e la Fondazione Magnetto si stanno occupando di sostenere questo percorso di ricerca. “L’opportunità di studiare l’opera di uno dei grandi maestri dell’arte – ha precisato Stefano Trucco, presidente del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” ‒ ci consente di mettere in campo le tecniche e le strumentazioni d’indagine più avanzate a servizio di un progetto di ricerca estremamente intrigante, guidato dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano e da una delle restauratrici più esperte in Italia nella conservazione dell’arte moderna e contemporanea“.

Il percorso espositivo, accessibile gratuitamente, consente ai visitatori di comprendere la storia dell’opera e lo stadio della ricerca, a partire da un’analisi del contesto storico di riferimento ricostruito anche attraverso testimonianze fotografiche. Da questi documenti, risalenti alla fine dell’Ottocento, è stato possibile evidenziare come non solo quest’opera, ma anche altri lavori incompiuti al momento della morte dell’artista furono successivamente manomessi e completati. In questa casistica rientra pure Femme en robe de soirée, di proprietà del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, sul quale è in corso un analogo intervento di analisi.

[Immagine in apertura: courtesy of Centro Conservazione e Restauro Venaria Reale e GAM Milano]