Tra danza e spionaggio: una mostra riaccende i riflettori su Mata Hari

14 ottobre 2017


È stata una vita intrigante e tumultuosa quella di Mata Hari e, anche per questo, merita di essere conosciuta nella sua complessità. Per la prima volta, un’istituzione museale – il Fries Museum di Leeuwarden, in Olanda – raccoglie la “sfida” e, in occasione del centenario della sua scomparsa, le dedica una mostra senza precedenti.
Nata nel 1876 nella stessa città in cui ha sede il museo, Margaretha Geertruida Zelle è passata alla storia con il nome di Mata Hari. Inizialmente la sua fama fu legata alla danza: il suo esordio, avvenuto nel marzo 1905 nella biblioteca del Musée Guimet di Parigi, costituì il primo passo di una folgorante carriera europea che l’avrebbe portata a calcare i teatri di Roma, Berlino, Vienna a Madrid. Il suo fascino alimentò non poche leggende sul suo conto e, presto, divenne famosa anche per le sue liaisons con amanti e ammiratori influenti.
A segnare il suo destino fu tuttavia l’arresto da parte dei servizi segreti francesi nel febbraio 1917, sopraggiunto in seguito a un periodo di pedinamenti. Mata Hari fu quindi processata e condannata alla pena di morte con l’accusa di aver condotto attività di spionaggio durante la prima guerra mondiale.

Fino al 2 aprile 2018, Mata Hari: the myth and the maiden – già annunciata come la più grande mostra a lei dedicata – permetterà di accedere a oltre 100 oggetti, collezionati in Olanda e all’estero, e di addentrarsi tra le pieghe della sua esistenza. Nel percorso espositivo sono inclusi documenti militari francesi, recentemente desecretati, e mai presentati al pubblico prima di ora.
La rassegna ripercorrerà la sua esistenza con scrupolo, a partire dall’infanzia felice trascorsa a Leeuwaarden, ricostruita attraverso una raccolta di poesie, pagelle scolastiche e scritti della stessa Mata Hari. Spazio anche al suo ruolo di madre e moglie e alle esperienze nelle Indie orientali olandesi; tra i reperti più carichi di suggestione, si segnala un suo prezioso diario, arricchito di fotografie, poster, recensioni e articoli a lei dedicati.
In seguito alla sua morte, Mata Hari divenne “un’icona di stile, sex symbol e femme fatale” e le sue imprese hanno ispirato libri e film. A interpretarla sul grande schermo sono state, tra le altre attrici, anche Greta Garbo e Marlene Dietrich.