Alla scoperta dell’universo tessile di Sheila Hicks. In Messico

15 novembre 2017


Non è un caso che il Museo Amparo di Puebla dedichi all’artista statunitense Sheila Hicks una grande mostra, aperta fino al 2 aprile 2018. Originaria dello stato del Nebraska, dove è nata nel 1934, Hicks ha trascorso un periodo della propria vita proprio in Messico, scegliendo Taxco el Viejo come sua” città temporanea”.
La rassegna Sheila Hicks – Free threads Textile and its Pre-Columbian Roots, 1954-2017 costituisce un’importante ricognizione della sua intensa carriera e riunisce oltre 120 opere, a testimonianza delle varie fasi della sua produzione.

Una parte consistente dei lavori scelti per questo appuntamento non era mai stata esposti; presenti anche un nutrito comparto fotografico e documenti provenienti dal suo archivio. La mostra ricostruisce il profilo dell’artista, evidenziando l’influenza delle sue varie esperienze in America Latina. Forte della formazione pittorica ricevuta all’Università di Yale, Hicks ha esordito con dipinti che attestano una particolare sensibilità nei confronti della potenza del colore; due delle opere relative a questa prima fase – risalenti al triennio 1954-1957 – saranno presentate per la prima volta in assoluto in occasione di questo appuntamento.
Proprio il 1957 viene considerato l’anno in cui si compie un radicale cambiamento nella sua visione, in seguito alla scelta di intraprendere una serie di viaggi alla scoperta del Cile: un’opportunità che le ha permesso di avvicinarsi all’universo dei tessuti precolombiani e alle antiche tecniche di tessitura andina. Proprio dalla collezione permanente del Museo de Arte de Lima provengono una selezione di 20 opere tessili, che pongono l’accento sull’importanza delle culture sudamericane nello stile di Sheila Hicks.

Oltre alle tendenze pittoriche e strutturali della sua arte, la mostra si concentra sul rilievo dell’architettura e della decorazione nello sviluppo del suo linguaggio. Negli anni trascorsi in Messico, l’artista ha infatti lavorato su progetti tessili per progettisti come Mathias Goeritz, Luis Barragán e Ricardo Legoretta; inoltre, ha fotografato l’architettura sperimentale di Felix Candela. Anche queste collaborazioni vengono presentate nel percorso espositivo.