La storia dell’artista Achille Calzi nella sua Faenza

18 novembre 2017


Prematuramente scomparso nel 1919, Achille Calzi è al centro di un importante appuntamento espositivo ospitato, fino 18 febbraio 2018, al MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche, di Faenza. Curata da Ilaria Piazza, che ha studiato approfonditamente il fondo donato dagli eredi dell’artista all’istituzione faentina nel 2013, Tra Simbolismo e Liberty: Achille Calzi ricostruisce il profilo di un autore complesso.

Nato in una famiglia che vantava generazioni di artisti e maiolicari, pittore, disegnatore, direttore della Pinacoteca, del Museo Civico e della Scuola di Disegno e Plastica di Faenza, storico dell’arte e docente, Calzi collaborò con la manifattura faentina Fratelli Minardi nel 1903.
Rivestì la carica di direttore per le fabbriche Riunite Ceramiche, dal 1905 al 1909, e in questa veste si dedicò alla progettazione di ceramiche d’uso e per l’architettura, di camini da salotto, di piastrelle per esterni.

Artefice di un cambiamento linguistico e artigianale, “incarna la moderna figura dell’artista progettista, facendosi interprete del principio modernista dell’arte in tutto, attraverso le numerose collaborazioni con le principali manifatture faentine attive nei settori della ceramica, dell’ebanisteria e dei ferri battuti e nell’impegno profuso nel campo della grafica”, come ha sottolineato la curatrice.
Accompagnata da una pubblicazione monografica, Tra Simbolismo e Liberty pone l’accento sulla poliedricità di questa figura, capace di porsi anche come figura di riferimento nel contesto culturale faentino e di affiancare alla produzione nel campo della ceramica anche l’interesse per altri generi artistici, tra cui la pittura da cavalletto e la caricatura.

[Immagine in apertura: Achille Calzi, Piatto con barbagianni, 1919]