Ottant’anni di David Hockney, a New York

25 novembre 2017

David Hockney (British, born 1937). A Bigger Splash (detail), 1967. Acrylic on canvas. Tate, purchased 1981. © David Hockney. Photo © Tate, London, 2017

Il 2017 è senza dubbio un anno sfavillante per David Hockney. Celebrato da mostre allestite ai diversi capi del mondo, l’artista britannico sta per approdare a New York, dove il MET gli dedica una grande monografica, visitabile dal 27 novembre al 25 febbraio.

Curata da Ian Alteveer, coadiuvato da Meredith Brown, l’esposizione ripercorre le numerose tappe di un’intensa carriera, che si protrae da circa sessant’anni. Classe 1937, Hockney ha scritto un importante capitolo della storia creativa occidentale, a partire dagli anni Sessanta. Servendosi di un ampio ventaglio di strumenti e tecniche ‒ dalla pittura al disegno, dal video alla fotografia ‒, l’artista britannico ha saputo declinare le potenzialità del supporto bidimensionale.

La mostra newyorkese rende omaggio alla vulcanica attività di Hockney evocando le sue gesta artistiche attraverso le opere più iconiche, come gli esordi astratti, le sperimentazioni al confine tra illusione e realismo compiute nei decenni successivi fino ai celeberrimi paesaggi, dove si mescolano senso della rappresentazione e dinamiche percettive.

Proprio i dipinti realizzati negli ultimi tre anni nel sud della California, dove Hockney è tornato a vivere nel 2013, costituiscono la novità della rassegna. Le opere, infatti, vengono esposte per la prima volta negli Stati Uniti, innescando un affascinante dialogo visivo con i lavori realizzati dall’artista in gioventù.

[Immagine in apertura: David Hockney, A Bigger Splash, dettaglio, 1967 © David Hockney. Photo © Tate, London, 2017]