Archstudio reinterpreta la tradizione dell’architettura orientale

25 novembre 2017


I progettisti dello studio Archstudio hanno di recente ultimato due distinti interventi che inducono a riconsiderare la tradizionale relazione tra architettura e Natura, nel convulso scenario della Cina contemporanea.
Nel caso del santuario buddista (nell’immagine in apertura), portato a termine nell’anno in corso a Tangshan, in Cina, e parzialmente celato al di sotto di una collina, la meditazione e la contemplazione vengono incoraggiate attraverso dirette relazioni tra le porzioni costruite e le emergenze naturali del sito, in primis gli alberi e l’acqua. Precise scelte sul fronte dei materiali, tra cui l’impiego del cemento sul quale è impressa una texture definita da listelli di pino, danno vita a una serie di rinvii e legami con la vicina foresta.

Archstudio, Twisting Courtyard

Nel caso del Twisting Courtyard (immagine qui sopra), realizzato a Paizihutong, a Beijing, Archstudio è  intervenuto con modalità analoghe allo scopo di rinnovare un cortile pubblico, principalmente utilizzato dagli abitanti di alcune residenze private. Scendendo nel dettaglio, gli architetti hanno scelto di oltrepassare l’immagine solenne e stereotipata della corte interna agendo con vigore sulla pavimentazione del cortile.
Il nuovo layout, pur ricorrendo a mattoni grigi tradizionali e mantenendo alcune presenze vegetali distintive, come uno “storico” albero di biancospino, denota un chiaro legame con l’architettura contemporanea grazie a un andamento ondulato e sinuoso che finisce con coinvolgere anche le superfici verticali.