Torna a Como il grande festival che usa la luce come mezzo espressivo

4 novembre 2017


In quanti modi può essere definito – e vissuto – un limite, nel suo essere a volte potente, a volte fragile e inutile, a volte rivelandosi invece utile e capace di includere? A tutte queste domande hanno provato a rispondere gli artisti chiamati a confrontarsi con Boundary (confine), il tema scelto dalla seconda edizione di 8208 Lighting Design Festival – in corso fino al 24 novembre – per dare un forte messaggio attraverso il mezzo della luce.

Una barriera fisica, un muro evanescente, una gabbia invisibile, una casa senza muri sono solo alcuni dei risultati del prodotto dei lavori degli artisti internazionali selezionati per questa rassegna, che per il secondo anno consecutivo colloca installazioni luminose site-specific all’interno dei contesti più belli e significativi della città di Como, per entrare in interazione con essi e amplificarne aspetti e letture spaziali. Da quest’anno 8208 Lighting Design Festival ha anche stretto una partnership con Alberobello Light Festival, evento internazionale che trasforma i trulli pugliesi in opere d’arte luminose, e con F-Light, il festival della luce che illumina i luoghi più belli e suggestivi di Firenze con proiezioni, videomapping, installazioni.

Tra le varie installazioni realizzate per l’occasione, una è divenuta permanente ed è collocata all’Ostello Bello di Como. Si tratta di Twisting connection, risultato di un workshop che si è tenuto a Villa Sucota con alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED Como, in partnership con IED Barcelona.
Il Lighting Design Festival (8208 è il nome dell’asteroide che è stato dedicato a Volta insieme a un cratere della luna) è promosso da Fondazione Alessandro Volta insieme al Comune di Como e al Festival della Luce, con il patrocinio di alcuni importanti enti, ed è inserito nelle iniziative Cult City.