Il dramma di Dachau rivive nei disegni di Zoran Mušič

25 gennaio 2018

Zoran Mušič, Dachau, 1945

Apre al pubblico il 27 gennaio – in concomitanza con la Giornata della Memoria – la mostra Zoran Mušič. Occhi vetrificati: esposti 24 disegni a matita o inchiostro, fissati su supporti di diversa consistenza e formato, realizzati dall’artista nel corso della sua prigionia a Dachau.
Risalenti al 1945, queste opere restituiscono su fogli di quaderno, carte di riciclo e pagine di libri tutto l’orrore di quell’esperienza, vissuta dal pittore e incisore sloveno “marchiato” con il tragico Triangolo Rosso dei deportati politici. Fino al 2 aprile sarà possibile conoscere questa specifica porzione della sua produzione al Civico Museo Revoltella di Trieste, grazie alla rassegna curata da Laura Carlini Fanfogna e promossa dall’amministrazione comunale locale.

Nella tragedia della vicenda storica, singolare e per certi versi affascinante è il destino di questa toccante raccolta. Dei disegni esposti, infatti, 23 erano stati “dimenticati” tra i fascicoli d’archivio nelle sedi dell’ANPI, ANED, ANPPIA; uno era conservato nella sede dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli Venezia Giulia. Una ricerca condotta dal professor Franco Cecotti – collaboratore dell’IRSML e oggi vicepresidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati-ANED – li ha sottratti dall’oblio nel luglio 2016.
Questo corpus di lavori deve essere considerato come parte di un insieme più ampio, i cui pezzi mancanti vennero in parte donati dallo stesso artista ai compagni sopravvissuti e in parte andarono dispersi.

I 24 disegni di Mušič, vero tesoro d’arte e di storia, dopo l’esposizione resteranno in deposito nelle nostre Collezioni – ha anticipato la curatrice, che è anche direttrice del Servizio Civici Musei e Biblioteche del Comune di Trieste. – Saranno affiancati dalla storica videointervista che 20 anni fa l’artista rilasciò in occasione della sua mostra alla Risiera di San Sabba, rievocando quella deportazione a Dachau.”