L’arte del primo Novecento si racconta a Trieste

23 gennaio 2018

Felice Casorati, Meriggio, 1923, olio su tavola, 118x128 cm

Dal 25 gennaio al 2 settembre, il quinto piano della Galleria d’Arte Moderna del Museo Revoltella di Trieste farà da cornice a una mostra affascinante, costruita attorno alla raccolta del museo triestino. Come evocato dal titolo ‒ Monaco, Vienna – Trieste – Roma. Il primo Novecento al Revoltella, la rassegna si concentra su un preciso periodo storico e sulla trama di relazioni esistenti fra le quattro città.

A partire dall’influenza esercitata da Monaco di Baviera e Vienna sull’attuale capoluogo giuliano ‒ che all’epoca era sotto il controllo austroungarico ‒ la mostra prende in esame anche la serie di scambi successivi avvenuti fra gli artisti triestini e il resto d’Italia, lungo una linea temporale che dagli esordi del Novecento raggiunge gli albori del secondo conflitto mondiale.

Sviluppata attorno a sette sezioni, la rassegna prende il via con le opere realizzate nei primi anni del Novecento dai più noti artisti triestini e giuliani, come Eugenio Scomparini, Vito Timmel, Guido Marussig, Leonor Fini e Vittorio Bolaffio, fortemente condizionati dalle atmosfere del Secessionismo viennese. A seguire, l’attenzione si sposta sugli anni Venti e Trenta e sul cosiddetto “Ritorno all’ordine”, dando visibilità, dal punto di vista nazionale, ai capolavori di Felice Casorati, Carlo Carrà, Mario Sironi, Guido Cadorin, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio e Felice Carena.

Chiude il percorso espositivo il focus sulla Secessione romana, sviluppatasi fra il 1913 e il 1916 e rappresentata da artisti del calibro di Armando Spadini, Lorenzo Viani e Alberto Martini, accostati ad artisti geograficamente più prossimi come Edgardo Sambo, Teodoro Wolf-Ferrari, e Virgilio Guidi. Una mostra di ampio respiro, dunque, che pone l’accento sulla ricchezza della raccolta del Museo Revoltella.

[Immagine in apertura: Felice Casorati, Meriggio, 1923, olio su tavola]