Il nuovo film di Gus Van Sant e la vera storia del vignettista John Callahan

16 luglio 2018

Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot di Gus Van Sant

Dopo il passaggio ‒  in concorso ‒ alla 68esima Berlinale e al Sundance Film Festival, Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot di Gus Van Sant ha debuttato nei cinema statunitensi il 13 luglio scorso. Bisognerà attendere la fine di agosto ‒ il 29, per la precisione ‒ per l’uscita nelle sale italiane, con il titolo ridotto in Don’t Worry.

Già vincitore della Palma d’oro a Cannes, nel 2003, per Elephant, con questo nuovo lavoro il regista statunitense ha scelto di misurarsi con un biopic, portando sul grande schermo la storia del vignettista satirico John Callahan, deceduto all’età di 59 anni nel 2010. La sua complessa vicenda umana ‒ alcolista fin dall’adolescenza, poi tossicodipendente, quindi costretto su una sedia a rotelle in seguito a un gravissimo incidente automobilistico ‒ viene riproposta dall’attore Joaquin Phoenix, di nuovo diretto da Gus Van Sant a 22 anni di distanza dal precedente To Die For.

Oltre a segnare una nuova sinergia tra i due artisti, Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot accende i riflettori sull’opera di Callahan, i cui lavori vennero pubblicati per oltre 27 anni da Willamette Week; furono inoltre scelti anche da altre prestigiose testate, tra cui il New Yorker. Si tratta di vignette contraddistinte da uno stile privo di filtri, venate da un umorismo irriverente, nel quale veniva affrontato anche il tema della disabilità.

La mia unica bussola quando vado troppo lontano è la reazione che proviene da persone su sedie a rotelle o con ganci per le mani”, aveva sottolineato Callahan, commentando il suo stile. “Come me, loro sono stufi di persone che pensano di parlare per i disabili. La compassione e l’accondiscendenza sono le cose veramente detestabili”. Il titolo originale del film attinge dal libro scritto dallo stesso vignettista nel 1989.