Il turismo ai tempi dello smartphone: l’indagine di Giacomo Zaganelli agli Uffizi

31 luglio 2018


Illusion, Everywhere but nowhere e Uffizi Oggi sono i tre video di Giacomo Zaganelli che, fino al 14 ottobre, saranno proiettati nella sala 56 della Galleria degli Uffizi.
L’occasione è la mostra Grand Tourismo, volutamente inserita nel percorso di visita del principale museo fiorentino, negli stessi spazi che fino a pochi giorni fa hanno fatto da cornice all’esposizione dei marmi ellenistici, ora collocati nel Verone.
Il progetto, ideato in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, intende proporsi come riflessione sull’identità del turismo attuale; in particolare, con queste opere, l’artista fiorentino intende sottoporre ai visitatori un’analisi sulla consuetudine – ormai dilagante – a filtrare l’osservazione dell’opera d’arte (e non solo) attraverso smartphone, telecamere, macchine fotografiche.

L’obiettivo dell’operazione, dunque, è analizzare l’arte “al tempo dei social” e, come ha sottolineato il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt – co-curatore della rassegna insieme a Chiara Toti – ragionare sulle “innovazioni tecnologiche degli ultimi decenni, e in particolare dal momento dell’arrivo della fotografia digitale a portata di mano, la fruizione del museo è fortemente cambiata. La mole di riproduzioni delle opere che conserviamo cresce in maniera esponenziale modificandone la percezione, e anche il comportamento stesso del viaggiatore, collezionista di immagini fatte da sé, è oramai fondamentalmente alterato. Partendo da una riflessione interna agli Uffizi e incentrata sulla sua sala più frequentata, quella dei capolavori di Botticelli, attraverso l’interpretazione di Giacomo Zaganelli abbiamo voluto porre l’attenzione su un fenomeno che, mutando la relazione tra spettatore e opera d’arte, implica un ripensamento delle funzioni del museo stesso“.

In particolare, nel video Illusion sono le strade del centro di Firenze a diventare “testimoni di un’acquisizione di immagini divenuta meccanica e ridondante“, mentre in Everywhere but nowhere l’attenzione si condensa su Palazzo Strozzi, cornice di un’opera nella quale si fa un utilizzo parossistico dei devices elettronici. Uffizi Oggi, infine, restringe l’ottica sul più celebre museo fiorentino, i cui spazi sono stati concessi in esclusiva per la realizzazione del video nel corso di una domenica di apertura al pubblico.