Josef Sudek e l’immagine di Praga, all’indomani della guerra

18 luglio 2018

Josef Sudek, Praga 1945

Con Josef Sudek: Topografia delle macerie. Praga 1945 il Museo di Roma in Trastevere prova a ricostruire una delle pagine più tragiche nella storia recente della capitale ceca. Per farlo, si affida allo sguardo di un’autentica leggenda della fotografia: scomparso nel 1976, Sudek realizzò un dolente – e poetico – lavoro di documentazione dei danni inferti alla città nel corso della seconda guerra mondiale.
Nel 1945, al termine del drammatico conflitto, con la sua strumentazione Sudek attraversò strade, piazze e parchi, soffermandosi su edifici e monumenti. Il risultato di questo lavoro confluì in un repertorio di quasi 400 fotografie, allo stesso tempo documentarie e artistiche, che costituisce un corpus autonomo all’interno della sua poderosa opera.

Fino al 7 ottobre prossimo, 40 di queste immagini, estratte dall’archivio di Sudek e presentate sotto forma di nuovi ingrandimenti, sono esposte nella Capitale. Edifici distrutti e monumenti smantellati si accompagnano a viste che includono i sistemi di protezione antincendio e antiaerei destinati a trasformare, per molti anni, l’aspetto degli spazi pubblici cittadini praghesi.

La mostra, che nasce da una collezione di negativi conservati presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca a Praga, è compresa nel cosiddetto Sudek Project – denominazione ridotta di Josef Sudek e la documentazione fotografica delle opere d’arte: dall’archivio privato alla rappresentazione dei beni culturali: un’iniziativa culturale sostenuta dal Ministero della Cultura della Repubblica Ceca nell’ambito del Programma di Ricerca Applicata e dello Sviluppo dell’identità nazionale e culturale (NAKI II).

Nel corso della sua carriera, Sudek ha realizzato diverse decine di migliaia di fotografie, attualmente conservate in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. Nature morte, finestre, giardini, immagini fantasiose, paesaggi e la stessa città di Praga sono tra i suoi soggetti ricorrenti. L’artista, che dagli anni Venti agli anni Quaranta del Novecento si dedicò all’attività commerciale, ritrasse anche contesti naturali, come la foresta della regione dei Beskydy, o spazi destinati al lavoro, quale la zona industriale di Mostecko.