Passato e presente si incontrano nella pittura di Pang Maokun

16 luglio 2018


Rettore dell’Accademia di Belle Arti di Sichuan, tra i più noti pittori della Cina contemporanea, Pang Maokun è protagonista a Firenze della sua prima personale italiana. Curata da Antonio Natali e ideata da Xiuzhong Zhang, Attualità del passato. La pittura colta di Pang Maokun riunisce, nella cornice unica di Palazzo Medici Riccardi, una selezione di opere inedite, una ventina circa di tele a olio di grande formato e una sezione dedicata ai disegni.

Classe 1963, l’artista ha scelto di “ridurre le distanza” con gli antichi maestri dell’arte occidentale, ponendosi nella condizione di “discepolo moderno”. Per questo, all’interno del percorso espositivo, i visitatori potranno identificare soggetti e temi ispirati a grandi classici della storia dell’arte, perfettamente eseguiti, ma sorprendentemente riletti da Maokun. Un esempio esplicativo di questo linguaggio è l’opera che riproduce La Dama con l’ermellino di Leonardo [un dettaglio nell’immagine in apertura]: il pittore cinese ne offre un’originale versione contemporanea, con la protagonista femminile che indossa un chiodo di pelle e strizza ammiccante l’occhio a chi la osserva. Anche capolavori di Jan van Eyck, come Ritratto dei coniugi Arnolfini, di Caravaggio, come Giuditta che taglia la testa a Oloferne, e di altri maestri europei come Velázquez, El Greco e Dürer sono stati reinterpretati da Maokun e vengono esposti nello storico palazzo fiorentino.

Visitabile fino 28 luglio, la mostra è associata all’omonimo volume, edito da Mandragora. La pubblicazione sarà presentata martedì 17 luglio, alle ore 18:00, presso la Bottega Strozzi, all’interno di Palazzo Strozzi. All’appuntamento prenderanno parte Antonio Natali, curatore anche del libro, il critico d’arte e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia Belle Arti di Firenze Gianni Pozzi e l’ideatore del progetto, Xiuzhong Zhang, della  Zhong Art International. “Invenzione raffinata e nel contempo spregiudicata e ironica. Invenzione tradotta in una lingua nuova; che tuttavia ancora affonda le sue radici nello studio appassionato e fremente della pittura europea dei secoli trascorsi. (…) Con Maokun la tradizione s’attualizza”, ha scritto lo stesso Natali nel catalogo.