Amos Rex, il nuovo centro per l’arte a Helsinki in anteprima

27 agosto 2018

Amos Rex_JKMM Architects

Continua a crescere l’offerta culturale della città di Helsinki, che a partire dal 30 agosto si doterà di un nuovo interessante indirizzo. Al termine di un intervento durato cinque anni e a fronte di un investimento di 50 milioni di euro, si appresta infatti ad aprire le porte al pubblico l’Amos Rex, un museo d’arte con un’offerta culturale estesa alla scena contemporanea, comprese le sue declinazioni più sperimentali.

Lo studio di architettura JKMM si è occupato della ristrutturazione dello storico edificio Lasipalatsi, risalente agli anni Trenta del Novecento e situato nel centro cittadino. Al suo interno si svolgeranno non solo “mostre canoniche”: il fulcro del museo, infatti, è uno spazio espositivo di 2.200 mq collocato al di sotto del complesso esistente, dove saranno allestiti performance su larga scala, installazioni e interventi per i quali sono indispensabili ambienti estremamente flessibili e dotazioni tecniche all’avanguardia. Del resto l’Amos Rex intende proporre anche “esperienze uniche e incontri sorprendenti”, come conferma anche la scelta di affidare l’apertura alla mostra del collettivo artistico giapponese teamLab (cui si riferisce l’immagine sotto).

AMOS Rex teamLab

Tra i più significativi esempi di architettura della prima metà del secolo scorso dell’intera Finlandia, l’edificio dello Lasipalatsi è stato preservato dai progettisti dello studio JKMM, autori del Finnish pavilion in occasione della Shanghai World Expo, nel 2010. Degna di particolare attenzione anche la genesi dell’Amos Rex, concepito come “adattamento” ai cambiamenti dell’arte del XXI secolo dell’Amsand Anderson Art Museum, a lungo principale museo privato di Helsinki.

Della riuscita dell’operazione è convinto il direttore Kai Kartio, che ha sottolineato come questa apertura metterà a disposizione della città “strutture senza rivali per l’esposizione di arte, mostre, film e performance“. Kartio ha anche puntato l’accento sulla fondamentale metamorfosi avvenuta nel settore: “L’arte era qualcosa che appendevi al muro e andavi rispettosamente a contemplare. Oggi l’arte è sempre più interattiva e colloquiale. È qualcosa che le persone fanno e sperimentano insieme. L’arte contemporanea trova sempre nuove forme e nuovi media e questo è esemplificato nel lavoro del nostro primo collaboratore artistico, teamLab. L’artwork digitale coinvolgente e partecipativo di teamLab è un modo fantastico per dimostrare le possibilità espressive che ci sono state offerte dalle nostre nuove gallerie“.
Già annunciate per il 2019 una retrospettiva su Studio Drift e la mostra René Magritte – Elämänviiva, entrambe in apertura il prossimo 8 febbraio.