Il grattacielo tropicale di WOHA e Patricia Urquiola, a Singapore

1 agosto 2018

WOHA e Patricia Urquiola, Oasia Hotel, Singapore, photo credit: Infinitude

La città-stato di Singapore ha abituato gli osservatori internazionali – e gli stessi residenti – a soluzioni architettoniche e infrastrutturali nelle quali la componente green è elevata a “cardine” della progettazione.
Ultimato nel 2016, l’Oasia Hotel Downtown fornisce un’ulteriore attestazione di una tendenza che negli anni è divenuta un elemento di riconoscibilità di questa destinazione asiatica.

Situato nel quartiere degli affari, il complesso – neo vincitore del Best Tall Building Worldwide 2018 – si pone in contrasto con il modello tradizionale di torre, ribaltandone la sostanziale chiusura e impermeabilità verso l’esterno. L’hotel, il cui impianto è stato sviluppato dallo studio locale WOHA architects, unisce architettura e Natura in una forma quasi simbiotica, combinando spazi interni ed esterni secondo una gerarchia sorprendente.
Nei suoi 190 metri, l’edificio include infatti 4 grandi spazi esterni, posti a diversa quota, tra cui la scenografica terrazza del 27esimo piano. Come mostra il colpo d’occhio, il grattacielo è “avvolto” in un rivestimento di rete di alluminio di colore rosso sul quale, stagione dopo stagione, cresceranno con vigore le 21 specie di rampicanti e piante esotiche scelte dalla società che ha svolto la consulenza paesaggistica.

Al rosso, dunque, si sostituirà progressivamente il verde delle specie arboree la cui funzione, prima che decorativa, è di tipo impiantistico. La loro presenza, ad altezze crescenti e anche nei vari sky garden, migliorerà la ventilazione all’interno dell’edificio, “moltiplicando” il livello di ombreggiatura.

[Immagine in apertura: WOHA e Patrica Urquiola, Oasia Hotel, veduta dall’alto. Singapore, photo credit: Infinitude]