L’architettura di Gianluca Peluffo in mostra a Firenze

27 agosto 2018

Gianluca Peluffo work in progress residenza Egitto

In Piazza Santa Maria Novella, a Firenze, il Museo Novecento ‒ la cui direzione artistica è stata affidata da alcuni mesi al curatore Sergio Risaliti ‒ accoglie nei propri spazi anche l’architettura contemporanea. Dopo la mostra sull’opera di Mario Cucinella ‒ architetto e curatore del Padiglione Italia alla 16. Biennale di Venezia ‒, il formato espositivo Paradigma: Il tavolo dell’architetto prosegue in queste settimane con un’esposizione dedicata allo studio Gianluca Peluffo & Partners.

Fino al 6 settembre, infatti, resteranno esposti disegni, maquette ed elaborati relativi ai tre progetti in corso in Egitto. Lo studio ‒ fondato nell’estate del 2017 ad Albissola Marina, sulla Riviera ligure di ponente, da Gianluca Peluffo, professionista già noto per la longeva collaborazione nel team 5+1AA ‒ si sta attualmente occupando di tre importanti interventi nel Paese estero. A Sokhna, sul Mar Rosso, è stato incaricato dalla società egiziana Tatweer Misr della fondazione di una nuova città e della progettazione della sua moschea; questo progetto, nel 2016, è stato insignito del Dubai Cityscape Award come miglior Masterplan dell’area medio-orientale. Il Ministry of Housing and New Urban Communities of Egypt, inoltre, gli ha commissionato il Museo della Battaglia di El Alamein, che sorgerà sulla costa mediterranea dell’Egitto.

I materiali esposti a Firenze consentono di cogliere alcuni aspetti del modus operandi dello studio; in particolare, l’allestimento riunisce insieme fotografie di Ernesta Caviola, disegni tecnici, un modello in terracotta di Danilo Trogu e l’intervento artistico di Adriano Bocca. “I tre progetti vogliono esprimere, nel loro realizzarsi e rappresentarsi, a differenti scale nell’ambito urbanistico, architettonico e monumentale, la modalità progettuale di uno studio italiano che, sulla base di una solida coscienza di appartenenza culturale, è in grado di proporsi come interlocutore creativo nella definizione di uno “Stra-Linguaggio genealogico“”, ha precisato l’architetto Gianluca Peluffo. “Quest’ultimo viene inventato nello specifico della condizione sociale e del luogo, ma sempre all’interno del cosiddetto“Dovere della Contemporaneità“”.


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