Svizzera d’estate: alla Fondation Gianadda, tra arte, natura e auto d’epoca

1 agosto 2018

Fondazione Giannada, Svizzera

È con la retrospettiva dedicata all’artista francese Pierre Soulages, prossimo al traguardo dei cento anni, che la Fondation Pierre Gianadda di Martigny, nel sud della Svizzera, celebra il 40esimo anniversario della propria nascita.
La tradizionale mostra estiva dell’istituzione voluta dall’ingegnere, artista e mecenate Léonard Gianadda – in memoria del compianto fratello Pierre – è frutto della collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi. Aperta fino al 25 novembre, riunisce per la prima volta la collezione di opere del pittore francese, datata dal 1948 al 2002 e conservata al MNAM-CCI Centre Pompidou. A questa si aggiungono ulteriori lavori provenienti dal Musée Soulages di Rodez e da collezioni private. Il risultato, supervisionato dallo stesso Soulages, è un percorso espositivo che segue un criterio cronologico: oltre 30 opere offrono una testimonianza delle esperienze pittoriche e delle fasi cruciali della ricerca di un autore definito dall’ex presidente francese Francois Hollande, nel 2014, “il più grande artista vivente”.

Nel percorso di visita di Soulages – Una retrospettiva sono inclusi anche i lavori legati al cosiddetto “outrenoir”, un neologismo coniato nell’aprile 1979 per identificare il nero fluido – il colore prediletto – con cui l’artista ha lavorato per ricoprire completamente la superficie pittorica, concependola quasi come una vera e propria materia. Figura chiave dell’astrattismo, profondamente affascinato dalle potenzialità del nero, nonché “interessato alla preistoria e all’arte romanica“, come hanno osservato gli storici, Soulages ha sviluppato un percorso autonomo, tenendosi a distanza da specifici raggruppamenti.

Oltre alla sua mostra, la Fondation Pierre Gianadda ospita in forma permanente una collezione composita, che include anche una collezione di 50 automobili d’epoca; nel suo esteso parco sono inoltre collocate sculture di grandi artisti: da Auguste Rodin a Niki de Saint Phalle; da Alexander Calder a Constantin Brancusi; da Jean Arp a Henry Moore.