Nuove rivelazioni sul Salvator Mundi di Leonardo

2 settembre 2018


Non si arresta il clamore suscitato tra pubblico e addetti ai lavori dal Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci e acquistato dal Louvre Abu Dhabi per una cifra da capogiro. Sono infatti recenti le nuove, suggestive ipotesi sulla provenienza del dipinto leonardesco avanzate dagli studiosi Jeremy Wood e Margaret Dalivalle, inclusa fra gli esperti cui si deve l’attribuzione del capolavoro al genio rinascimentale.

Fino a oggi, l’ipotesi più accreditata situava le origini del Salvator Mundi nella committenza di Luigi XII di Francia e della sua consorte Anna di Bretagna, subito dopo la conquista di Milano. Nel Settecento, l’opera leonardesca torna alla ribalta come proprietà del sovrano Carlo I: secondo gli studiosi, infatti, il dipinto sarebbe stato portato in Inghilterra dalla principessa francese Henrietta Maria e conservato, dopo il matrimonio con Carlo I, negli appartamenti di Greenwich, fino all’esecuzione del sovrano.

Tuttavia, le ricerche di Jeremy Wood, supportate anche da Margaret Dalivalle, avrebbero individuato la presenza del Salvator Mundi nella dimora di Chelsea del primo duca di Hamilton, lasciando aperta l’ipotesi che Carlo I si sia appropriato del capolavoro, stante la sua passione per Leonardo. Non si sa ancora con certezza se il Salvator Mundi di Abu Dhabi e quello di Chelsea coincidano, poiché esistono numerose varianti di questo soggetto, ma la supposizione resta affascinante. Inoltre, la presunta opera leonardesca potrebbe essere stata venduta dal secondo duca di Hamilton dopo la morte del fratello, nel 1649, e dopo averla trasferita in Olanda. Le possibilità restano aperte, in attesa di nuovi studi sull’opera, che sarà esposta al Louvre di Parigi nell’ambito della grande mostra dedicata a Leonardo nell’ottobre 2019.


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